Risposta alla lettera di Susanna Camusso x elezioni RSU/RLS in Telecom

16 maggio 2012
By admin

immagine estranea al comunicato

Cari lavoratori, care lavoratrici

le elezioni RSU TELECOM 2012 sono un appuntamento importante che arriva in un momento difficile per il Paese e per Telecom: dal loro risultato si capirà se l’ esigenza di cambiamento che aleggia nel nostro paese e della quale abbiamo profondamente bisogno, contagerà anche la nostra Azienda.

Premettiamo che le RSU sono da sempre uno strumento DEMOCRATICO A META’:

i lavoratori e le lavoratrici di Telecom potranno eleggere in ogni regione solo il 67 % dei delegati e delle delegate mentre il rimanente 33 % viene “assegnato d’ufficio” ai sindacati firmatari del CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE.

E’ una tangente che permette loro – indipendentemente dal risultato – di avere sempre dei delegati presenti e soprattutto la garanzia della maggioranza d’ufficio. E’ quindi una democrazia monca, della quale tutti si dimenticano troppo facilmente.

Nonostante ciò, le Organizzazioni sindacali di base COBAS e CUB si cimentano in questa “competizione in salita” per non lasciare sguarniti quei tavoli di confronto con l’azienda – sia territoriali che nazionali – dove troppe volte si sono avuti accordi al ribasso.

E del resto, nella storia di Telecom Italia “brillano” vistosamente gli episodi in cui è stata ampiamente calpestata la democrazia e la partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici dalle organizzazioni sindacali, considerate “maggiormente rappresentative”:

·         L’Accordo del 4 AGOSTO 2010 sottoscritto da SLC-FISTEL-UILCOM-UGL per la gestione degli esuberi, e il successivo accordo sui contratti di solidarietà (l’UGL non firmò quest’ultimi), non vennero mai discussi in assemblea con i lavoratori e le lavoratrici, nonostante le numerose manifestazioni e gli scioperi allora partecipatissimi. Solo poche settimane prima della loro entrata in vigore vennero organizzate assemblee dove si spiegò, e male, la ricaduta di tale istituto.

·         L’accordo del 28 MARZO 2000 nel quale azienda e sindacati ( SLC-FISTEL-UILCOM ) firmarono mobilità, cassa integrazione ed esternalizzazioni, non venne mai posto a votazione nelle assemblee.

·         Il CCNL del 2000 firmato il 28 Luglio, con cui perdemmo la 14^ mensilità e si sancì la differenza tra vecchi e nuovi assunti, non venne mai discusso nelle assemblee. Solo nel settembre 2010 venne discusso ( e bocciato sonoramente ) l’integrativo Telecom.

·         Dal 2000 in poi tutti gli accordi transitori sulle esternalizzazioni ( IMSER, TELEMACO, LOGISTICA, AUTOPARCO ecc. ) vennero sottoscritti in Confindustria nonostante il parere contrario dei lavoratori e delle lavoratrici interessate, i quali dopo lunghe battaglie vinsero contro le illegittime cessioni di ramo di Telecom Italia.

·         Tralasciamo poi gli accordi nazionali sulle modifiche di orario in quasi tutti i reparti solo per non “tediarvi” ulteriormente sulla sistematicità di tale comportamento.

E’ evidente che, nei momenti più importanti della storia di noi lavoratori e lavoratrici TELECOM, la democrazia sia stato esattamente l’ultimo dei problemi per chi avrebbe dovuto rappresentare i nostri interessi.

Sempre per rimanere in tema di diritti e democrazia possiamo dire che il parlamentino nazionale delle RSU viene eletto con parametri assolutamente non democratici:

il metodo con cui il COORDINAMENTO NAZIONALE RSU viene definito resta appannaggio delle SEGRETERIE NAZIONALI che lasciano alle Organizzazioni Sindacali cosiddette minori la bellezza di pochissimi posti. Un corretto meccanismo democratico dovrebbe invece prevedere una ripartizione percentuale in base ai consensi ottenuti.

E’ vero che quanto avvenuto in FIAT con l’esclusione della FIOM dalle fabbriche è qualcosa di pericolosissimo, ma è anche vero che nei confronti delle organizzazioni sindacali di base le imprese hanno un atteggiamento simile da almeno 15 anni. E se quindi è necessaria una lotta significativa e di massa per difendere i diritti democratici nei luoghi di lavoro, questa deve essere generale ed estesa a tutti.

Così come non è ammissibile alcuna modifica sull’articolo 18, sul quale invece cominciano a trasparire ampie concessioni da parte della CGIL nei documenti dei direttivi nazionali come evidenziano alcune testate giornalistiche da sempre sostenitrici della CGIL (http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/7286/ )

Tra l’altro, sempre le stesse organizzazioni sindacali fra cui la SLC-CGIL sono state tra le prime ad introdurre con il CONTRATTO NAZIONALE TELECOMUNICAZIONI del 2000 le prime forme di lavoro precario previsto per le imprese di TELECOMUNICAZIONI.

Alla assenza di democrazia nei momenti cruciali, quindi, si è aggiunta una (complice) politica sindacale accondiscendente delle esigenze aziendali che ha deteriorato diritti, salario e prospettive professionali (ad esempio con l’eliminazione degli automatismi sugli avanzamenti di livello).

Le prossime elezioni delle RSU affronteranno nuovi temi cruciali a partire dal RINNOVO dei CONTRATTI di SOLIDARIETA’, il tema degli esuberi, i paventati “scorpori della rete”, la crisi del settore legata alla crisi economica generale del paese. Come Organizzazioni Sindacali di Base abbiamo sempre rifiutato la sottoscrizione di accordi che ci avrebbero garantito anche a noi privilegi e distacchi. Nonostante le difficoltà e i limiti insiti nelle RSU abbiamo deciso nel 2001 di intraprendere anche questa battaglia per non lasciare nulla di intentato.

Le RSU elette nella lista di base saranno quindi uno strumento di controllo e di vigilanza. Per nuove conquiste sarà necessario un rapporto di forza più favorevole, una maggiore partecipazione e una minore rassegnazione collettiva.

Di certo non sarà dando il voto ad organizzazioni che mai sono state democratiche nella vita nella nostra azienda che usciremo dalla crisi e dalla precarietà del nostro futuro.

14 Maggio 2012

I CANDIDATI E LE CANDIDATE NELLA LISTA DI BASE CUB COBAS Alle elezioni RSU TELECOM 2012

LETTERA CAMUSSO: lettera Camusso elezioni RSU-RLS telecom

RISPOSTA: RISPOSTA ALLA LETTERA CAMUSSO SU ELEZIONI RSU IN TELECOM

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