Vittoria in appello di una lavoratrice di Roma collocata impropriamente in Pirelli & C. Real Estate Property Management [di Stefano Torcellan]

29 giugno 2011
By admin

“… In pochi anni la vastissima consistenza di beni immobili viene “soffiata” (Spin-off) alla pneumatica Telecom per essere ridistribuita “altrove”, per effetto delle mirabolanti prestidigitazioni del mago T. …”

Con ordine di servizio n. 129, del novembre 2000, si costituisce in Telecom la business unit “Real Estate and Services” articolata in vari settori. Tra questi la Gestione e Sviluppo Patrimoniale, struttura alla quale viene assegnata la lavoratrice vittoriosa. Successivamente, nel febbraio 2002, finisce in Property Management. L’attività prevede la gestione amministrativa del Patrimonio immobiliare Telecom (gestione catastale e dei contratti di locazione, adempimenti fiscali, condomìni, ecc.).

Ricordo che siamo sotto la gestione di Tronchetti Provera. Quel mago della finanza che con una sorta di alchimia societaria riesce ad acquisire Telecom con i soldi di Telecom. Ma il vero “prodigio” in tutta questa metamorfosi, è che riesce a farlo pur possedendo solamente una quota azionaria davvero minima. Crea infatti la società “Olimpia”, che detiene il 23% ca. del capitale di Olivetti. Ma quest’ultima, possiede ca. il 55% del capitale ordinario di Telecom Italia. Ed il “gioco” è fatto! Il gigante Telecom è al guinzaglio della nana Olimpia. Il resto è la storia declinante, svilente e avvilente che tutti noi conosciamo, soprattutto attraverso l’esperienza delle esternalizzazioni.

Con la “nuova” Telecom, indebitatasi così … in un soffio (dal greco “pneuma” da cui pneumatico) per ca. 43 miliardi di euro (a tutt’oggi non ancora del tutto sanati), Pirelli acquisisce anche tutto l’immenso patrimonio immobiliare dell’azienda di telecomunicazioni (Palazzi, -i cosiddetti “gioielli di famiglia”-, fabbricati, centrali, terreni, ecc.). compreso quello dell’Azienda di Stato per i servizi telefonici (ASST poi Iritel), confluita nel 1994 nella neonata Telecom Italia Spa, formatasi dalla fusione con SIP, Italcable, Telespazio e SIRM.

In pochi anni la vastissima consistenza di beni immobili viene “soffiata” (Spin-off) alla pneumatica Telecom per essere ridistribuita “altrove”, effetto delle mirabolanti prestidigitazioni del mago T. e, con esse, svalutati e ridimensionati i settori, prima di Telecom poi di Pirelli, che la gestivano e che la amministravano.

Nel nostro caso, nel 2002, il ramo d’azienda Property Management viene ceduto a Pirelli&C.. Nella medesima operazione, vengono cedute anche le strutture Asset, Agency, Project (le cosiddette “Pirelline”).

Pirelli & C. Real Estate Property Management, cui la sentenza di secondo grado che presentiamo si riferisce, aveva inizialmente un monte commissioni per ca. una decina di milioni di euro l’anno, ridotto progressivamente fino a meno della metà. Degli 80 lavoratori iniziali, si è giunti ora ad una consistenza di ca. 10 persone. Ma non è ancora finita. Indiscrezioni di questi ultimi giorni, danno per verosimile il rientro dell’attività in Telecom (archivi patrimoniali, gestione locazioni, pratiche amministrative, ecc.) perché, udite udite, si sono accorti (?) che costa troppo!

E i lavoratori? Pare che dovranno accettare condizioni contrattuali peggiorative se vorranno mantenere il posto di lavoro, altrimenti ci sarà cassa integrazione ad libitum.

Anche da queste poche note, emerge chiaramente a che cosa sono servite le cessioni di ramo d’azienda di Telecom cinturate Pirelli e non emendate dalla gestione Bernabé, così come si era sperato e auspicato.

Del resto che cosa ci si poteva aspettare da una società che in tempi coevi alle esternalizzazioni aveva instaurato il ben noto sofisticato sistema di intercettazioni illegali, con schedatura dei propri dipendenti? «Un simile comportamento» come ebbe a dichiarare, nel 2007 l’ex magistrato Felice Casson in merito a tale scandalo «ha suscitato perplessità sul come Telecom Italia intende il Diritto in genere e in particolare nei rapporti con i propri dipendenti».

Chiaro no?

Pirelli & C. Real Estate Property Management è un caso emblematico ma che conferma la regola costante rilevabile in tutte le altre cessioni da Telecom: sono cessioni improprie e ritenute tali dalla stragrande maggioranza dei giudici di tutta Italia.

Questa sentenza di secondo grado, per certi versi, mette al riparo la collega vittoriosa da possibili ed eventuali ricondizionamenti speculativi della “Pirellina”. In qualità di dipendente Telecom (se non vi sarà riforma in 3° grado) le spetta tutto ciò che un dipendente Telecom può pretendere (paga, benefit, pdr, buoni, pasto, assilt, cralt e quant’altro) nel caso dovesse rimanere a spasso o non accettasse proposte con possibili condizioni capestro che potrebbero includere una liberatoria sul contenzioso in atto e perdere dei diritti acquisiti.

Coloro che, tra i suoi colleghi, non intrapresero a suo tempo le vie legali, si troverebbero ora molto svantaggiati ed in bilico perché non esentati dalla possibilità di dover sottostare a vili ricatti per garantirsi una precaria sopravvivenza.

 stefano torcellan

______28 giugno 2011

 PDF: Vittoria in appello di una lavoratrice di Pirelli Real E FM

Sentenza Corte Appello di Roma: SentPirelli REFM Appello n 3219_2011

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