Allarme antrace tra le lettere a Torino. In 250 sono ancora ostaggi delle Poste [Affaritaliani.it]

14 settembre 2011
By admin

Allarme “antrace” all’interno dell’ufficio postale di via Reiss Romoli, a Torino. Per questo motivo le 250 persone che erano sul posto quando è stata trovata della polvere sospetta, hanno passato la notte nell’edificio e sono ancora isolate. Potranno tornare a casa solo quando si conosceranno i risultati completi delle analisi sulla polverina che ne escluderanno la pericolosità. Una procedura che in alcuni casi richiede anche fino a 48 ore.

Una sospetta polvere di colore azzurro-blu (con qualche traccia bianca) è stata infatti trovata, in grande quantità, dentro a un cassonetto di smistamento della corrispondenza. Se ne sono accorti alcuni impiegati che, nel raccogliere la posta, hanno notato le mani imbrattate dalla strana sostanza: un macabro scherzo da carnevale, una intimidazione o qualcosa di più pericoloso? Impossibile dirlo in breve tempo: in precedenza erano già scattati altri due allarmi, che per fortuna erano rientrati senza che fosse avvenuto alcun contagio. Ma per accertare l’eventuale tossicità della polvere, immediatamente è scattata la procedura d’emergenza.

PASTI CALDI E ACQUA- Il nucleo Nbcr dei vigili del fuoco è comunque al lavoro da ieri per concludere nel più breve tempo possibile le analisi sulla sostanza trovata ed escludere così che vi siano pericoli sia dal punto di vista chimico che batteriologico. Sul posto anche polizia, vigili urbani e 118. Ieri, vista la straordinarietà della situazione, è scattata anche la macchina della Protezione civile. Di ora in ora in via Reiss Romoli sono stati fatti arrivare cassa d’acqua e pasti caldi.

CONTROLLI- Ieri pomeriggio per prima cosa sono state allertate le forze dell’ordine: una decina di volanti della polizia si è precipitata all’ufficio postale, seguita poi dalla Digos. Così come i vigili del fuoco con il loro nucleo “Nbcr” (nucleare biologico chimico radiologico) specializzato nel verificare la tossicità della sostanza anche nell’aria. Sul posto anche i medici dell’Asl per analizzare le condizioni del personale eventualmente contagiato  -  è stata portata in infermeria una trentina di persone che avevano toccato materialmente la posta sporca di polvere  -  e alcune ambulanze giunte per precauzione. Alle nove di sera è stata chiamata anche la protezione civile per portare i pasti ai dipendenti bloccati lì dentro da quattro ore. Ai cinque cancelli, tutti presidiati dalle forze dell’ordine, si sono affollati sia i dipendenti che dovevano entrare per il turno della sera, sia i parenti preoccupati, in attesa di avere notizie e arrivati anche con viveri e generi di conforto da passare ai congiunti.

STANNO TUTTI BENE- Nessuno dei dipendenti che hanno toccato le buste impolverate ha manifestato sintomi o malesseri particolari. Ma il nervosismo e la preoccupazione hanno comunque caratterizzato il clima all’interno dell’ufficio postale. Centinaia di persone (disposte su due turni) si sono sedute e accampate in cortile. C’erano madri in angoscia per i figli lasciati senza cena che chiamavano a casa: tutti a dire “non sappiamo quando torniamo” e “vogliamo uscire di qua!”. “Abbiamo una procedura standard che parte d’ufficio in questi casi  -  hanno spiegato dalle poste  -  tutta la corrispondenza viene passata sotto i raggi”. In questo caso però la polvere potrebbe essere stata inserita all’esterno, forse nelle cassette gialle di Torino Nord. E sarebbe così stata raccolta nei sacchi finendo nel cassonetto centrale dedicato allo smistamento.

VERSIONE PDF: Allarme antrace tra le lettere a Torino

 

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