';include 'accesso.php'; echo '
';include 'cal.php'; echo '
 

www.esternalizzati.it
è il sito ufficiale dell’A.N.L.E.

'; $Tipo = 4;$Imm = 1;$Art = 1; include 'include/prima news.php'; echo '
'; include 'lettura/prima manifestazione.php'; echo '
'; $Tipo = 4;;$Imm = 0;$Art = 0; include 'include/news.php'; echo '
  
' ?> ESTERNALIZZATI - HOME
LOGIN
Username...:
password...:
 
Oppure...
ISCRIVITI:
MANIFESTAZIONI
 
Marzo 2010
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3 4 5 6 7
8 9 10 11 12 13 14
15 16 17 18 19 20 21
22 23 24 25 26 27 28
29 30 31
 

www.esternalizzati.it
è il sito ufficiale dell’A.N.L.E.

IN EVIDENZA Lunedì 08 marzo 2010

RIPRENDONO LE CESSIONI DI RAMO D’AZIENDA IN TELECOM ITALIA SPA: “IT OPERATIONS” TRASLERA’ IN SSC s.r.l.



Il 31 marzo p.v., i lavoratori di IT Operations oggi dislocati in 18 sedi nell’ambito del nostro Paese, si ritroveranno in una nuova azienda, per effetto dell’art. 2112 del C.C..
I loro rapporti di lavoro si trasferiranno senza soluzione di continuità nella New.co, della quale acquisiranno la contrattazione vigente.
L’intento di Telecom Italia SpA è quello di trattenere a sé le attività di indirizzo e di progettazione informatica, per cedere in outsourcing quelle operative.
SSC acronimo di Shared Service Center è una s.r.l. con sede legale in Roma, via di Tor Pagnotta n. 90 che dovrebbe garantire, al Gruppo Telecom, servizi “end to end” volti ad una ottimizzazione delle architetture informatiche aziendali.

La ripresa delle cessioni di ramo d’azienda preoccupano notevolmente i lavoratori interessati per gli epiloghi delle precedenti avvenute in Telecom (e nel suo Gruppo) che, a partire dal 2000, hanno ridotto mediamente della metà i lavoratori, indotti a licenziarsi soprattutto attraverso procedure di mobilità cosiddetta “volontaria” (Artt. 4 e 24 L. 223/91).
Solleva apprensione ancora maggiore la verosimile libertà d’azione concessa all’outsourcer, racchiusa in un passaggio contenuto nella lettera di innesco della procedura: “Sarà quindi compito di SSC avviare tutte le iniziative di razionalizzazione nei propri costi industriali, compreso l'efficientamento dell'organico in forza, al fine di conseguire i livelli di competitività necessari”.
E’ evidente che, se dovessero mancare delle clausole di salvaguardia occupazionale nell’accordo di cessione, potrebbero sussistere le condizioni per assimilare tale operazione ad un licenziamento collettivo e come tale, andrebbe subito impugnato di fronte alla magistratura.
Se agganciata ad una monocommittenza, la cessione di ramo d’azienda trasformerebbe un rapporto di lavoro a tempo indeterminato (tuttora in vigore presso Telecom) in uno a tempo determinato in SSC, perché legato ad una scadenza contrattuale definita e non automaticamente rinnovabile
st
IN EVIDENZA Lunedì 08 marzo 2010

LUNEDI 8 MARZO H 21.15 SU LA7 “L’INFEDELE”. GAD LERNER TRATTERA’ “IL CASO SPARKLE-FASTWEB”

Questa sera su La 7 alle 21.15 nella trasmissione di Gad Lerner, “L’Infedele” si parlerà delle vicende legate alla presunta evazione fiscale e di riciclaggio inerenti il caso Sparkle – FastWeb

IN EVIDENZA Sabato 06 marzo 2010

Telecom: “Tavaroli informava Tronchetti”

L’HACKER GHIONI DICE AI GIUDICI CHE L’EX PRESIDENTE SAPEVA TUTTO QUELLO CHE FACEVA LA SECURITY

Il Fatto Quotidiano di sabato 6 marzo 2010 – pag. 10

di Antonella Mascali

Prima puntata, ieri a Milano, dell'interrogatorio di Fabio Ghioni, il “capitano” del Tiger Team (una struttura che doveva proteggere la rete Telecom ma che ha agito da hacker), all'epoca della security guidata da Giuliano Tavaroli che ha prodotto migliaia di dossier illegali. Anche Ghioni, come i testimoni ascoltati la settimana scorsa, ha parlato di Marco Tronchetti Provera, presidente della Pirelli ed ex presidente di Telecom Italia. In udienza preliminare, il cosiddetto incidente probatorio (che ha quindi valore di prova in un dibattimento), si è incentrato sul budget della security, sull'attività di spionaggio ai danni dell'ex amministratore delegato di Rcs, Vittorio Colao e della Kroll, la società di investigazione di Telecom Brasile. Ghioni, imputato tra l'altro di associazione a delinquere, accesso abusivo di sistema informatico o telematico e appropriazione indebita, ha sostenuto che metà degli importi indicati nelle fatture ai consulenti esterni della security rientravano nel gruppo all'interno di quello che era chiamato il fondo del presidente (Tronchetti, ndr) per “operazioni non convenzionali”.

IL PRESIDENTE. Quanto all'accesso abusivo al computer di Colao, Ghioni ha dichiarato davanti al giudice per l'udienza preliminare Mariolina Panasiti che destava in qualche modo sospetto che Colao, già amministratore delegato Vodafone (concorrente di Telecom) fosse passato con la stessa carica a Rcs con uno stipendio inferiore. Inoltre, sempre secondo la versione di Ghioni, la violazione del computer di Colao è stato un tentativo di Tavaroli di allarmare Rcs e quindi di potersi accreditare per farsi poi appaltare la security della società. L'ex-capo della security Telecom avrebbe avuto il progetto con Patrizio Mapelli, della Valuepartners, di trasformare questa società di consulenza in una mega-società investigativa in grado di lavorare non solo con le aziende di Tronchetti ma anche con altre. Quanto alla vicenda dello spionaggio di top manager di Brasil Telecom e della security Kroll, Ghioni ha raccontato del suo ritorno dal Brasile con i dati carpiti e consegnati a Tavaroli. Secondo la sua versione fornita ieri al giudice, Tavaroli gli avrebbe detto che voleva sapere ogni dettaglio dell'operazione perché il presidente voleva conoscere le modalità di acquisizione dei dati.

leggi tutto ...
IN EVIDENZA Sabato 06 marzo 2010

Ex Atesia, cancellati i diritti riconosciuti, 
fatale una "postilla" in fondo al ddl 1167 - Gli avvocati: "Dopo le leggi ad personam, ecco la legge ad aziendam"

L'ultimo articolo del collegato alla Finanziaria affossa la vertenza legale di 50 lavoratori
Hanno vinto la causa in tribunale e in appello, ma ora una norma annulla le loro sentenze

da: La Repubblica.it (03 marzo 2010)

di SALVATORE MANNIRONI

ROMA - C'è un altro caso, oltre al generale attacco all'Articolo 18, nascosto in fondo al disegno di legge 1167. Le poche righe infilate nell'articolo 50 (ex 52) riguardano una fetta così piccola del mercato del lavoro da essere identificabile con i nomi di circa 50 lavoratori precari.

Sono gli operatori ex Atesia che rifiutarono a suo tempo la "conciliazione" con l'azienda, preferendo portare avanti, attraverso la magistratura, la battaglia per vedersi riconosciuto il diritto al posto di lavoro e a tutti gli arretrati (fatti di stipendi aggiornati e di differenze salariali e contributive) cui l'azienda era stata "condannata" dopo il blitz dell'estate 2006. Allora, gli ispettori del lavoro, dopo i controlli in quello che era il più grande call center d'Europa, rilevarono che i 3.600 co. co. pro presenti erano da considerarsi in realtà e a tutti gli effetti dei lavoratori subordinati.

Atesia - oggi ribattezzata Almaviva - fu condannata anche a pagare una maxi multa (quasi 100 milioni di euro), fece ricorso al Tar contro i verbali degli ispettori, riuscì a farsi condonare le sanzioni attraverso la Finanziaria 2007 e a scaricare in parte sullo Stato la spesa per il contributivo arretrato. Infine, concordò con i sindacati confederali nazionali una "regolarizzazione" globale per i dipendenti del gruppo. In pratica, tutti i co. co. pro. sarebbero stati assunti a tempo indeterminato con un contratto part-time a orari flessibili (in base alle esigenze aziendali) e a 500 euro mensili, a condizione che rinunciassero a qualsiasi pretesa sul pregresso.

leggi tutto ...
IN EVIDENZA Sabato 06 marzo 2010

Processo del lavoro, Anm preoccupata 
"mortificano" il ruolo dei giudici * [LaRepubblica.it]

Il sindacato delle toghe contro le disposizioni sull'art.18 approvate dal Senato il 3 marzo
Il ddl S 1167/B, che allarga il ricorso all'arbitrato, "riduce" anche i diritti dei lavoratori

ROMA - Sulle modifiche del processo del lavoro contenute nel ddl S 1167/B, approvato lo scorso 3 marzo, "forti perplessità" sono state espresse anche dai giudici. Secondo l'Anm le nuove norme "mortificano" il ruolo del giudice del lavoro e "riducono" i diritti dei lavoratori. Per la giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati dalle disposizioni approvate traspare infatti "il preoccupante intento di mortificare il ruolo determinante del giudice del lavoro, attraverso la limitazione del potere interpretativo".
La Repubblica.it (05 marzo 2010)

In una nota il sindacato delle toghe scrive che "è altrettanto non condivisibile la riduzione dei diritti dei lavoratori, che rischiano di dover soggiacere alle pressioni del datore pur di pervenire all'assunzione, attraverso la sottoscrizione di un contratto che potrebbe non corrispondere alle reali modalità di svolgimento del rapporto".

L'Anm ha poi aggiunto che "l'esclusione di maggiori oneri per il bilancio dello Stato con riferimento alle previste commissioni di conciliazione induce seri dubbi in ordine all'effettiva operatività della procedura: va riaffermato - osserva l'Associazione magistrati - che per il concreto funzionamento del settore giustizia occorre l'adozione di riforme organiche e idonei investimenti di personale e di mezzi e non di interventi che non potranno consentire la piena attuazione dei diritti dei cittadini".

leggi tutto: ...
IN EVIDENZA Venerdì 05 marzo 2010

TELECOM SPARKLE UNO SCANDALO DI GRUPPO

Com. SNATER del 3 marzo 2010

SNATER - SINDACATO NAZIONALE AUTONOMO TELECOMUNICAZIONI E RADIOTELEVISIONI

Sembra brutto dirlo, ma l’avevamo detto: la privatizzazione della Telecom avrebbe portato solo sciagure. Non era difficile intuirlo nel momento in cui si andava a regalare a dei privati un monopolio delle telecomunicazioni, così rilevante nella democrazia di un paese.
Ed eccoci qui ad assistere all’ennesimo scandalo che coinvolge il nostro gruppo.

Ovviamente sarà la magistratura che valuterà le responsabilità anche di questa vicenda, non sta certo a noi emettere giudizi nel merito ma come organizzazione sindacale, che ha come sua primaria ragione d’essere la tutela dei lavoratori, si rafforza la preoccupazione per il futuro di questa azienda e i possibili risvolti per i lavoratori che costituiscono il vero valore di questa azienda.

Diversamente da chi “intrallazza”, chi quotidianamente compie il proprio dovere, giorno dopo giorno si vede diminuire il potere d’acquisto del proprio stipendio ad ogni rinnovo contrattuale e vede i propri diritti ridursi, affidato a sistemi premianti capestro per cercare di portare a casa una retribuzione sulla soglia della sopravvivenza.

Questa classe dirigente che si trova sempre più spesso coinvolta in vicende giudiziarie, è la stessa che poi propone di fare cassa con il taglio delle spese per il personale e per gli investimenti.

Fermo restando che la classe dirigente compromessa, deve fare i bagagli e andarsene prima di affossare completamente l’Azienda, è necessario che le tlc tornino sotto il controllo pubblico se non vogliamo ritrovarci di nuovo a dover parlare di altri scandali simili.

Non e’ ragionevole che un settore così delicato ed essenziale per la vita economica e democratica di un paese, che svolge un servizio pubblico, sia affidato a dei privati, specie se poi questi privati sono così indebitati da compromettere il futuro industriale del gruppo distogliendone gli introiti dagli investimenti per ripianare gli interessi del debito contratto, perché diventa veramente un disastro senza prospettive future, non a caso qualcuno, in ambito finanziario, inizia a non considerare più il gruppo Telecom trai i grandi gruppi industriali italiani.

La questione del debito contratto dalla proprietà apre poi inquietanti ipotesi circa il rischio di ricattabilità data la collateralità emersa in tanti scandali con la parte “oscura” di una nazione, quella che fa capo a servizi “deviati” e alla criminalità organizzata.

In uno scenario di questo tipo reclamiamo affinché non siano i lavoratori di TI Sparkle a ritrovarsi a pagare per gli “errori” dei manager di cui, se ne emergessero responsabilità precise, richiediamo l’immediato allontanamento invitando le forze politiche a ripristinare un controllo pubblico su tutto il gruppo per garantire stabilità e sviluppo ad un settore così importante.

SNATER TI Sparkle
IN EVIDENZA Giovedì 04 marzo 2010

DIRITTO DEL LAVORO: COSÌ SI TORNA AGLI ANNI SETTANTA

La legge che aggira l’articolo 18 prepara un boom di licenziamenti orali (da: "Il Fatto Quotidiano" di giovedì 4 marzo)

di Massimo Roccella*
Bisogna riconoscerlo: la destra sa apprendere dai propri errori. Nella XIV legislatura il precedente governo Berlusconi aveva provato a caricare a testa bassa i diritti dei lavoratori, cercando in particolare di depotenziare le tutele nei confronti dei licenziamenti illegittimi. Il ricordo di tre milioni di lavoratori in piazza, a difesa dell’art. 18, evidentemente non è sbiadito. Il che non vuol dire che siano mutati gli obiettivi di allora: è soltanto cambiata la strumentazione tecnico-giuridica funzionale a per-seguirli, oggi molto più sofisticata e sottile e, proprio per questo, difficile da comprendere e contrastare con una mobilitazione di massa.
UN COLPO AI GIUDICI.
La legge appena approvata in via definitiva dal Senato, in effetti, apparentemente si occupa soltanto di questioni di diritto processuale: purtroppo non nella direzione di rendere più rapido e incisivo il processo del lavoro, ma nell’ottica di “tagliare le unghie” ai giudici togati, marchio di fabbrica inconfondibile del governo del Popolo della libertà, già ripetutamente esibito nell’area del diritto penale e ora applicato esemplarmente nel diritto del lavoro.
Come altro si potrebbe qualificare, in effetti, una legge che – novità assoluta per il nostro ordinamento giuridico – consentendo di inserire una clausola compromissoria nel contratto di lavoro sin dal momento dell’assunzione, di fatto rende l’arbitrato obbligatorio ed impedirà di far valere i propri diritti in sede giudiziaria ai nuovi assunti, costretti a rivolgersi a un collegio arbitrale (un giudice privato) legittimato, oltre tutto, a risolvere ogni tipo di controversia senza tenere conto delle norme inderogabili di legge e di contratto collettivo (che i giudici dello Stato invece non possono non applicare)?
E UNO AI SINDACATI. Ci siamo già soffermati, sul Fatto del 20 dicembre scorso, sull’incostituzionalità di simile disciplina. Qui basti sottolineare l’ulteriore perfidia di affidarne l’attuazione ai contratti collettivi, da stipularsi entro il termine di dodici mesi. Il governo, evidentemente, conta di innescare l’ennesimo episodio di contrapposizione fra i sindacati; ove poi essi dovessero rifiutare di ingoiare la polpetta avvelenata, è pronta la soluzione B: trascorsi invano i dodici mesi, sarà un decreto del ministro del lavoro a definire le “modalità di attuazione e di piena operatività” delle disposizioni in tema di arbitrato. Le regole introdotte colpiranno i nuovi assunti (quindi, in larga misura, i giovani). Per tutti gli altri si è provveduto diversamente. D’ora in poi sarà molto difficile fare valere in giudizio l’illegittimità di un licenziamento, dal momento che il termine di decadenza di sessanta giorni per l’impugnazione è stato esteso anche ai licenziamenti intimati oralmente. La giurisprudenza ha sempre ritenuto inapplicabile tale termine ai licenziamenti orali, per l’ovvia considerazione che, in simili casi, non si potrebbe determinare con certezza il momento dal quale far decorrere il termine. Si può scommettere che, in futuro, i licenziamenti orali, sin qui piuttosto rari, dilagheranno a macchia d’olio: a un datore di lavoro, infatti, basterà sostenere che effettivamente il licenziamento c’è stato, ma ben prima della data indicata dal lavoratore (ed offrirsi di provarlo con testimoni compiacenti), per stoppare il processo prima ancora di entrare nel merito del giudizio. La lesione del canone di ragionevolezza, evidente in una norma del genere, anche in questo caso potrà essere oggetto di censura davanti alla Corte costituzionale. A prescindere dai profili di incostituzionalità, le nuove norme appaiono particolarmente inique laddove impongono lo stesso breve termine di decadenza per l’impugnazione di un contratto a termine e di un contratto di collaborazione a progetto: essendo ben noto che i lavoratori precari, i più deboli e indifesi, ci pensano due volte prima di rivolgersi al giudice, nella speranza di essere riassunti, l’astratto rigore della disposizione processuale in molti casi finirà per tradursi in concreta sanatoria degli abusi.
LA SANATORIA. Di vera e propria sanatoria, infine, bisogna parlare a proposito di quella norma che consente alle imprese che, avendo utilizzato abusivamente i contratti a progetto, abbiano offerto entro il 30 settembre 2008 ai lavoratori coinvolti l’assunzione con contratto di lavoro subordinato, di chiudere la partita per il periodo in cui l’abuso è stato commesso versando un indennizzo di modestissimo importo (mediamente di gran lunga inferiore a quanto altrimenti dovuto). Le imprese (chi sta pensando ai gestori di call center probabilmente non sbaglia: la norma è animata visibilmente dall’afflato etico delle leggi ad personam) sentitamente ringrazieranno: i lavoratori precari un po’ meno.
La parola passa dunque alla Corte costituzionale, ma non solo ad essa. La mancanza di mobilitazione nei confronti di questo straordinario cocktail di iniquità non è addebitabile solo al tecnicismo della materia: è l’ennesima dimostrazione di debolezza dell’opposizione. Si può però sempre rimediare: facendo dell’impegno ad abrogare questa legge ingiusta un punto centrale del programma con cui presentarsi alle elezioni politiche del 2013.
*professore ordinario di Diritto del lavoro all’Università di Torino
massimo.roccella@unito.it
IN EVIDENZA Lunedì 01 marzo 2010

VINCITORI E VINTI DELLA BANDA LARGA [LaRep.it]

L'analisi. In alto mare le manovre di Geronzi nella galassia Mediobanca. E il terremoto dell'indagine
affossa la fusione con Telefonica: il gruppo spagnolo frena davanti ai guai giudiziari di Telecom

di MASSIMO GIANNINI

Lo scandalo dei furbetti del telefonino, come quello dei furbetti del quartierino del 2005, avrà effetti pesanti sul sistema economico e sugli assetti di potere. Il terremoto giudiziario ha un epicentro visibile nelle telecomunicazioni, ma i danni collaterali si abbatteranno sull'industria, la finanza, la politica, incidendo su alcune partite strategiche nelle più importanti aziende del Paese.

Quali sono le "vittime" finali dell'inchiesta che, tra il carosello delle frodi, la girandola delle fatture false e il riciclaggio del denaro sporco ad opera del nuovo operatore criminal-telefonico già ribattezzato "'Ndranghetel", ha disvelato un'altra, inguardabile faccia del capitalismo italiano?

L'effetto principale dell'operazione Telefoni Puliti riguarda il futuro prossimo delle telecomunicazioni. E qui a subire un contraccolpo è l'asse Berlusconi-Letta-Geronzi. Fino a pochi giorni fa il destino di Telecom Italia sembrava segnato. Gravato da 35 miliardi di debiti, con un ebitda in calo costante, ricavi da telefonia fissa e mobile in progressivo deterioramento, margini di espansione sui mercati esteri ridotti quasi a zero, il non più glorioso marchio delle tlc italiane era avviato verso un matrimonio forzoso con Telefonica. Per due motivi.

Il primo motivo, più opinabile, era industrial-finanziario. Da mesi gli azionisti italiani del gruppo riuniti insieme agli spagnoli nella holding Telco (cioè Mediobanca, Intesa e Generali) chiedevano all'amministratore delegato Franco Bernabè un piano industriale "di sviluppo". La risposta era sempre stata la stessa: "Dove volete che vada Telecom, che nelle condizioni date ha proprio nell'ingombrantissimo socio estero Telefonica uno dei principali fattori di freno alla crescita del business (vedi Sudamerica)"?

leggi tutto...
IN EVIDENZA Domenica 28 febbraio 2010

TELECOM, SCOPERTA SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG [da: Il Fatto Quotidiano]

POSSIBILE CHE I MANAGER SI SPORCHINO LE MANI PER SOLI 72 MILIONI DI EURO DI MARGINE OPERATIVO IN TRE ANNI?

di Superbonus
Ma possibile che a Telecom Italia si sporchino le mani per 72 milioni di euro di margine operativo in tre anni? E’ credibile che Riccardo Ruggiero, l’amministratore delegato di un gruppo di telecomunicazioni che fattura 30 miliardi di euro l’anno, rischi tanto e si perda per un fatturato aggiuntivo (fittizio) di due miliardi in tre anni. A meno che le necessità finanziarie non giustifichino “aggiustamenti contabili”.

I TRONCHETTI BOYS.

La storia di Ruggiero si intreccia con quella dell’entrata di Pirelli in Telecom e della crescita esponenziale dell’indebitamento: Marco Tronchetti Provera aveva acquistato la Telecom con poco capitale e molto debito e per pagare le banche aveva un disperato bisogno che l’azienda producesse dividendi tutti gli anni. Nelle operazioni di fusione, scorporo e ancora fusione fra Telecom e Tim hanno sempre pesato più le logiche finanziarie che quelle industriali, con l’effetto collaterale che i Tronchetti boys hanno sempre intascato lauti compensi finanziati con i soldi presi a prestito.

CONFLITTO D’INTERESSI.

Nel frattempo venivano l’azienda veniva svuotata, gli immobili di pregio venduti a Pirelli Real Estate e affittati alla stessa Telecom, un conflitto d’interessi mostruoso denunciato più volte nell’assemblea degli azionisti anche da Beppe Grillo. Per mantenere in piedi il castello Telecom aveva bisogno di produrre un margine operativo che rendesse credibile l’indebitamento di 50 miliardi di euro con il sistema bancario. Sono gli stessi anni in cui la security del gruppo schedava (con mezzi illeciti) tutti coloro i quali analizzassero a fondo i conti della società mettendo in dubbio le cifre ufficiali. Giuliano Tavaroli e compagnia analizzavano la vita privata di avvocati, analisti finanziari e anche privati cittadini (definiti “disturbatori d’assemblea”) che non si limitavano ad accettare le versioni ufficiali fornite dagli amministratori ma facevano domande scomode che non trovavano risposta.

leggi tutto l'articolo...
IN EVIDENZA Domenica 28 febbraio 2010

Sciopero Nazionale call center 119, 191 customer business,
1254/ADE/centralini, 187 (commerciale e Basic Service)

Sciopero dal 26 febbraio al 6 marzo 1 ora a fine turno (per tutti i lavoratori compresi i part time)

• Contro i turni peggiorativi
• Per migliori condizioni di lavoro nei call center, contro il dilagare di nuovi turni,
pressioni su vendita e tempi di risposta
• Contro la continua cessione di attività all’esterno
• Per la difesa dei posti di lavoro
• Contro la possibile esternalizzazione dei lavoratori dei Customer
• Contro i contratti di solidarietà, per il rientro dei colleghi all’orario di lavoro
normale e la riconversione professionale

leggi il comunicato completo ...

FLMUniti-CUB Telecom
Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base www.flmutim.it
Firenze, Via Guelfa, 148/r tel./fax 055/3200938 email: cubtlc@libero.it ww.cub.it
Milano: V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 e mail cub.nazionale@tiscali.it www.cub.it
IN EVIDENZA Domenica 28 febbraio 2010

ACCENTURE HRS. VOCI PER LA "RIOCCUPAZIONE" DI ALMENO 40 RISORSE IN AHRS

Com. OOSS Conf. del 26 feb. 2010

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione
________________________________________________________________________________________

Roma, 26 febbraio 2010
COMUNICATO
Giovedì 25 febbraio 2010, presso l’Unione Industriali di Roma, si è tenuto un incontro tra
ACCENTURE HRS e le Segreterie Nazionali di SLC FISTEL e UILCOM unitamente alle
RSU aziendali. Tale incontro si è svolto nell’ambito delle procedure di legge aperte
dall’azienda per il licenziamento di 85 lavoratori, dei quali 51 presenti nelle sedi di Torino,
Bologna e Napoli (la totalità dei lavoratori delle 3 sedi).
Nel corso dell’incontro l’azienda ha confermato ufficialmente le voci circolate nei giorni
scorsi relative ad un ulteriore attività affidata da Telecom Italia ad AHRS, relativa alla
gestione del personale, per un periodo di 3 mesi a partire dal 1 marzo p.v.; tale attività, a
detta dell’A.D., anche se non esattamente quantificabile al momento, dovrebbe consentire
l’occupazione di almeno 40 risorse. Sempre secondo l’azienda, non vi è al momento la
certezza di una conferma di tale commessa al termine del periodo suddetto anche se ciò è
fortemente auspicato. Stante questa novità, AHRS ha rappresentato l’esigenza di affrontare comunque il tema relativo ai lavoratori pensionabili nell’ambito degli esuberi strutturali dichiarati, in attesa di un quadro più chiaro sulla stabilizzazione delle nuove attività.

leggi tutto...

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL
Affiliazione ad SLC - Tel. 06-42048212 Fax 06-4824325
UNI FISTel - Tel. 06-492171 Fax 06-4457330
Union Network International UILCOM - Tel. 06-8622421 Fax 06-86326875
IN EVIDENZA Martedì 23 febbraio 2010

IT TELECOM. Quadro sempre più preoccupante

Com. OOSS Conf. - Roma, 22 Febbraio 2010

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione


COMUNICATO

Il quadro che si va delineando nell’ambito dell’IT del gruppo Telecom diventa ogni giorno più preoccupante: a partire dalla vertenza SSC, dove la decisa risposta dei lavoratori e del sindacato ha evitato ad oggi una vendita preannunciata, passando per gli ordini di servizio di Telecom Italia del 5 febbraio 2010, ci viene segnalata in questi giorni la consegna, a colleghi di diversi settori di Information Technology, di lettere in cui si comunica il loro passaggio alla funzione Testing di IT Operations in ambito Software & Test Factory.
A parte il fatto che non era mai successo che spostamenti (individuali e/o di gruppo) di persone nello stesso ambito lavorativo venissero formalizzati attraverso una comunicazione scritta ufficiale, le motivazioni addotte nelle suddette lettere, che parlano di conferma delle attività svolte, sono in molti casi assolutamente lontane dalla realtà. Le attività svolte sul campo dai lavoratori in questione non sono infatti assolutamente quelle previste nel settore di destinazione, motivo per il quale si determinerebbe in questo modo un paradossale spreco di professionalità elevate e consolidate e la necessità di riprofessionalizzare (in tempi non certo rapidi e con costi evidenti) questi lavoratori sulle nuove attività.
E’ questo il modo che ha scelto Telecom Italia per valorizzare le professionalità esistenti e per attuare politiche di riduzione dei costi?
Cosa rappresenta questa novità rappresentata dalle lettere di passaggio alla nuova funzione?
Quali sono i criteri seguiti dall’azienda per individuare questi lavoratori?
Qualora, come sospettiamo, tali criteri risiedano esclusivamente nel computo formale delle ore su determinate attività, questo significherebbe che Telecom Italia non ha il polso della situazione riguardo le professionalità dei propri lavoratori, patrimonio che va tutelato e valorizzato e non mortificato e depauperato con operazioni gestionali sbagliate e controproducenti.
Se questa è la linea scelta da Telecom ognuno deve assumersi precise responsabilità, visto che questa sembra proprio la strada opposta alle tanto sbandierate esigenze di qualità ed efficienza che l’azienda tanto propaganda.
Chiediamo a Telecom Italia di fermare il processo in atto e riconsiderare i movimenti di personale che stanno avvenendo in questi giorni alla luce delle effettive professionalità dei lavoratori in questione, in questo come in tutti gli altri settori dell’azienda.
Nel frattempo invitiamo i lavoratori interessati a non apporre firme su alcun documento ed a rivolgersi immediatamente ai delegati per un monitoraggio puntuale della situazione.
A fronte di queste situazioni di forte incertezza in tutta la parte informatica e di evidente confusione da parte aziendale, SLC FISTEL e UILCOM avvieranno nei prossimi giorni le procedure per l’apertura dello stato di agitazione dei lavoratori interessati.

Le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL

Affiliazione ad SLC - Tel. 06-42048212 Fax 06-4824325
UNI FISTel - Tel. 06-492171 Fax 06-4457330
Union Network International UILCOM - Tel. 06-8622421 Fax 06-86326875

IN EVIDENZA Venerdì 19 febbraio 2010

ACCENTURE HRS CHIUDE LA SEDE DI TORINO E LICENZIA TUTTI I LAVORATORI!

Comunicato stampa SLC Cgil - FISTEL Cisl - UILCOM Uil - Torino

Torino, 18 febbraio 2010

In data 12/02/2010 Accenture HR Services ha avviato le procedure per riduzione di personale e collocamento in mobilità per un esubero complessivo di 85 lavoratori su oltre 300 addetti totali. Le misure di licenziamento interessano le sedi di Milano, Firenze, Venezia, Roma, Palermo, mentre per quelle di Torino, Bologna, Napoli è prevista la chiusura totale degli uffici.

Le motivazioni addotte da Accenture sono: decremento dei volumi di lavoro, evoluzione del mercato, forte concorrenza del mercato.
Accenture, per effetto delle esternalizzazioni effettuate da Telecom e da Seat negli anni 2000 e 2002 ha acquisito le attività ed i lavoratori addetti all’amministrazione del personale, a distanza di pochi anni tale scelta si trasforma in un dramma sociale.
Le Segreterie SLC Cgil - FISTEL Cisl - UILCOM Uil di Torino esprimono le proprie preoccupazioni: “era già successo in precedenza che altri ex colleghi Telecom, divisione Immobili Servizi, fossero esternalizzati in un’azienda chiamata Telemaco Immobiliare; quando questa terminò di vendere gli immobili della ex SIP, venne chiusa, senza nessuna minima preoccupazione per i lavoratori, e fu solo grazie ad iniziative legali ed interventi sindacali che questi lavoratori non si trovarono in strada disoccupati e fossero ricollocati in Telecom.
Accenture è una multinazionale - precisano le 3 Segreterie di categoria - che viene definita leader mondiale nel proprio settore, per questo è incredibile e deplorevole che la sua controllata Accenture HR Services, dopo aver acquisito importanti commesse come Telecom Italia e Seat, non essendosi mai aggiudicata sul mercato altre commesse, si arrenda alle prime difficoltà, scaricando sui lavoratori i propri problemi anziché trovare soluzioni industriali e manageriali.
Riteniamo sia eticamente immorale - rincarano i sindacati - che un impresa, in soli sette anni, si sia ridotta a sopravvivere su di una monocommessa anziché acquisire nuovi clienti, per poi scaricare gli effetti delle proprie scelte industriali sui lavoratori!
Crediamo - concludono le Segreterie SLC Cgil - FISTEL Cisl - UILCOM Uil di Torino - che anche Telecom e Seat si debbano responsabilmente occupare di questa gravissima vicenda, che vede i propri ex dipendenti, quelli esternalizzati, insieme con le loro famiglie, preda di una incertezza totale sul proprio futuro ed in tal senso ci attiveremo con tutte le iniziative sindacali, locali e nazionali, più opportune, a partire dall’assemblea sindacale che si terrà il 19 febbraio 2010, dalle ore 10.00 alle ore 11.00, nella sede Telecom di via Frejus, 3, Torino .

SLC Cgil - FISTEL Cisl - UILCOM Uil
Segreterie di Torino
Uffici Stampa CGIL CISL UIL Torino
IN EVIDENZA Mercoledì 17 febbraio 2010

Da Sip a Telecom, da Telecom a Tess, da Tess ad Accenture HRS, da Accenture HRS al licenziamento. Appello di una lavoratrice!

Dal "Messaggero" ed. di Roma del 27/01/10

Mi presento, mi chiamo C. G. e sono una delle tante impiegate che a 40 anni e dopo 20 anni di servizio perde il lavoro. Assunta in SIP, poi tramutata Telecom Italia, ma facente parte di un settore catalogato servizi vengo dopo la privatizzazione selvaggia della telefonia, inserita in un contesto pseudo privato chiamato TESS.
Dopo quattro anni la società viene rilevata da una azienda anglo americana ACCENTURE. Questa società, grazie al lavoro dei dipendenti acquisiti ha avuto fatturati altissimi gestendo contratti del calibro TELECOM, T.I. Sparkle, T.I. Audit ed altre consociate. Ora, al termine della commessa e contestuale rinnovo contrattuale scatta il piano "abbassa il costo" con conseguente riduzione del personale. Abbiamo, ad oggi un incontro con l'azienda per stabilire dei 300 impiegati chi e come verrà espulso.
Vi contatto a nome di tutti i mei colleghi che, dopo anni di servizio reso si trovano ora nella scomoda posizione di fututi cassa integrati e licenziati.
Premetto che l'azienda ha gestito miliardi, incrementato i propri dirigenti e, nel mondo ha rilevantissimi appannaggi (basti ricordare che il testimonial di Accenture Ë lo strapagatissimo TIGER il campione del golf american).
Vi chiedo aiuto. Tutti noi dipenti siamo disposti a tutto pur di mantenere un posto di lavoro che ci garantisca la vita.

C G
IN EVIDENZA Martedì 16 febbraio 2010

ECCOLI: 85 LICENZIAMENTI IN ACCENTURE HRS

Torino, Bologna e Napoli chiudono!

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione


Roma, 16 febbraio 2010
COMUNICATO
Venerdì 12 febbraio ACCENTURE HRS ha aperto le procedure di
licenziamento collettivo per 85 lavoratori, dei quali 51 presenti nelle sedi
di Torino, Bologna e Napoli (la totalità dei lavoratori delle 3 sedi); tale
operazione era stata preannunciata nelle scorse settimane e
confermata anche nell’incontro del giorno 8 febbraio u.s. nel corso del
quale le segreterie nazionali di SLC FISTEL e UILCOM, unitamente alla
delegazione RSU, avevano ribadito l’assoluta contrarietà a qualsiasi
forma di espulsione coatta dei lavoratori dal processo produttivo
aziendale.
Sempre nel corso di tale incontro la delegazione sindacale aveva
manifestato la disponibilità ad affrontare le problematiche dichiarate
dall’azienda solo se la controparte sarà disponibile a ragionare su un
ampio ventaglio di possibili soluzioni non traumatiche.
Nei prossimi giorni le OO.SS. chiederanno formalmente alle controparti
un primo incontro nell’ambito delle procedure di legge per iniziare un
confronto che si preannuncia serrato e difficile.

LE SEGRETERIE NAZIONALI
SLC-CGIL FISTEL-CISL UILCOM-UIL

________________________________________________________________________________________
Affiliazione ad SLC - Tel. 06-42048212 Fax 06-4824325
UNI FISTel - Tel. 06-492171 Fax 06-4457330
Union Network International UILCOM - Tel. 06-8622421 Fax 06-86326875
IN EVIDENZA Martedì 16 febbraio 2010

PROTESTA DEGLI OPERATORI DEL 119 E 191
Telecom, l'azienda delocalizza all'estero. Scioperano i lavoratori dei call center

L'ad Franco Bernabè presenterà il piano industriale il 26 febbraio.La compagnia spagnola Telefonica tenta la scalata a Telecom

A fine mese Telecom Italia presenta il piano industriale, nello stesso giorno farà la stessa cosa la compagnia spagnola Telefonica. Quest'ultima sta tentando la scalata all'azienda italiana e il futuro del gruppo appare incerto. I lavoratori italiani fanno i conti con altre problematiche che potrebbero però essere legate proprio alla sorte di Telecom. Lunedì dunque gli operatori dei call center 119 e 191 hanno dato vita ad uno sciopero nazionale per denunciare l’inasprimento dei ritmi di lavoro ma soprattutto il pericolo delle esternalizzazioni. L'azienda infatti ha già instaurato dei call center in Albania e Tunisia dove il costo del lavoro è molto inferiore all'Italia. I lavoratori temono nuovi casi come quelli di Eutelia e Phonemedia. [...]

LEGGI TUTTO L'ARTICOLO AL LINK:
IN EVIDENZA Domenica 14 febbraio 2010

TONINO C'E' CASCATO

fonte: www.ilvascellofantasma.it

La Ramazza del Mozzo

TONINO C'E' CASCATO!
Ha fatto inferocire molti sostenitori dell’Idv le decisioni congressuali di appoggiare l’imputato Vincenzo De Luca in Campania e schierarsi nelle Marche con l’UDC di Cuffaro. Ma ha creato anche lacerazioni all’interno del suo partito. Di Pietro, tuttavia, prosegue per la sua strada che porterà sicuramente ad un ammutinamento progressivo dei suoi elettori e, forse … ad una promiscua coalizione governativa in due regioni, nelle quali conterà come il due di picche.

Ma da cosa è generata questa abiura morale, questa virata secca dai buoni propositi di cui si è fatto vessillo? Ufficialmente, per non consegnare la Campania ai Casalesi e per sostenere l’alleato PD nelle Marche. In sostanza, gli è venuta voglia di governare!

La «sterile protesta» come probabilmente ha voluto definire la sua pluriennale lotta, in una recente intervista, non basta per la discontinuità. Gli risponde dai blog uno dei moltissimi “ex” elettori: «siete ufficialmente nella casta»! Purtroppo vanno nel mucchio anche persone coerenti come Sonia Alfano e Luigi De Magistris, contrariati a dir poco, per questa scelta politica.

Di Coccio è cascato in pieno nella “trappola” approntata dal Partito Demostatico, avvezzo a lanciare insidiose esche venatorie a chicchessia, pur di mantenere i consueti subalterni equilibri politici. La defezione che avrebbe provocato la scelta di Tonino tra i suoi elettori, era stata messa preventivamente in bilancio dall’opposizione, che avrebbe così ottenuto lo svilimento e il depotenziamento di un pericoloso “avversario-amico”. Cade per l’impazienza e l’ambizione del suo leader, l’unico partito ritenuto fuori dai giochi e dai gioghi che possedeva le potenzialità necessarie per tentare di riportare l’Italia alla normalità etica e morale.

Purtroppo Di Coccio non l’ha capito ma, anche se l’avesse successivamente capito, non può più retrocedere per salvare il salvabile poiché, quel salvabile, sarebbe reo di apostasia e di infedeltà programmatiche. A questo punto ci chiediamo: quali sono questi “valori” dell’Italia dei Valori se non quelli conformi, uniformi, condivisi cui siamo da anni “abituati” e che producono il voltastomaco alle persone oneste?

A Luigi De Magistris, a Sonia Alfano e ad altri all’interno dell’Idv spetterà l’arduo compito di radunare le moltissime persone non “contaminate” e ripartire ben lontano dai quei “Valori” inflazionati, per rispetto di chi ha confidato nei “Valori originari”.

Il Mozzo di Coperta
IN EVIDENZA Mercoledì 03 febbraio 2010

Telecom, il titolo vola a Piazza Affari, polemica sulle nozze con Telefonica [LaRepubblica.it del 2/2/10]

Il governo diffonde un comunicato ufficiale e nega ogni coinvolgimento nell'eventuale fusione - Bersani: "Non capisco fino a che punto smentiscano. Il Pd rimane in vigile attesa"

ROMA - "Nessun incontro, nessun contatto, nessun paletto". E' quanto afferma il governo in un comunicato ufficiale nel quale smentisce "le presunte rivelazioni di Repubblica che individuano palazzo Chigi coinvolto nella vicenda Telecom". In particolare "la presidenza del Consiglio smentisce nella maniera più totale: nessun incontro, nessun contatto, nessun paletto come riferito nell'articolo".

Sulla vicenda Telecom-Telefonica si è mossa la Consob. Anche perché a Piazza Affari il titolo Telecom è schizzato: a fine giornata aveva guadagnato il 6,01% a 1,146 euro con 426 milioni azioni passate di mano, pari al 3,2% del capitale ordinario, quasi quattro volte tanto la media dell'ultimo mese (0,7%). Oltre a interpellare l'esecutivo, che ha prontamente diffuso la sua nota, la Commissione di controllo sulla Borsa ha avviato tutti gli accertamenti del caso. Accertamenti a 360 gradi, in primo luogo sull'operatività sul titolo, a cominciare ovviamente da chi ha comprato e chi ha venduto, o su chi sono gli intermediari più attivi e per conto di chi operano. Già due volte nelle settimane passate, in presenza di indiscrezioni di stampa che indicavano per Telecom un futuro nelle mani di Telefonica, la Commissione era intervenuta sugli azionisti italiani di Telco (il 5 gennaio e 22 gennaio) e (sempre il 22 gennaio) attraverso la Cnmv (la Consob spagnola, ndr) anche su Telefonica.

Il governo ha smentito anche attraverso il vice ministro alle Comunicazioni Paolo Romani: "Non c'è né unvia libera né un'opposizione da parte del governo perché non c'è stato ancora nessun contatto. Sicuramente ci sarà un incontro, anche se non è stato formalmente ufficializzato. Un incontro con Telecom deve esserci". L'eventuale fusione porrebbe dei problemi, ha aggiunto Romani: "Ci auguriamo che qualcuno ci chiarisca che cosa sta succedendo. Siamo preoccupati che una governance non italiana possa decidere di non investire sulla rete, su questo il governo sta facendo e farà un grosso sforzo. Noi per ora abbiamo posto un problema infrastrutturale e di selezione di investimenti. Ci sarà un ragionamento che dovrà esser fatto con Telecom e tutti gli altri player del settore. C'è un problema in Italia di costruire una banda ultra larga che andrà messa in sintesi con l'attuale rete in rame. Insomma, è un problema che va affrontato in questi termini".

Le dichiarazioni dell'esecutivo non soddisfano il leader del Pd Pierluigi Bersani: "Ho letto la smentita che non capisco fino a che punto smentisce la sostanza. In ogni caso sarebbe curioso che si siano spesi 3 miliardi per tenere italiana per qualche anno una compagnia aerea e poi ci facessimo portare via la rete della Telecom magari inventando una di quelle favole che si usano in questi casi, cioè che uno è il padrone e l'altro è quello che comanda". Il Pd, ha sottolineato Bersani, "sarà in attesa vigile" sull'evoluzione della vicenda.
IN EVIDENZA Martedì 02 febbraio 2010

ACCENTURE HRS CONFERMA 85 ESUBERI E LA CHIUSURA DI 3 SEDI

Com. OOSS Conf. del 1° febbraio 2010

APPUNTAMENTI : Mercoledì 10 marzo 2010


IN EVIDENZA
Lunedì 08 marzo 2010
RIPRENDONO LE CESSIONI DI RAMO D’AZIENDA IN TELECOM ITALIA SPA: “IT OPERATIONS” TRASLERA’ IN SSC s.r.l.
IN EVIDENZA
Lunedì 08 marzo 2010
LUNEDI 8 MARZO H 21.15 SU LA7 “L’INFEDELE”. GAD LERNER TRATTERA’ “IL CASO SPARKLE-FASTWEB”
Questa sera su La 7 alle 21.15 nella trasmissione di Gad Lerner, “L’Infedele” si parlerà delle vicende legate alla presunta evazione fiscale e di riciclaggio inerenti il caso Sparkle – FastWeb
IN EVIDENZA
Sabato 06 marzo 2010
Telecom: “Tavaroli informava Tronchetti”
L’HACKER GHIONI DICE AI GIUDICI CHE L’EX PRESIDENTE SAPEVA TUTTO QUELLO CHE FACEVA LA SECURITY
IN EVIDENZA
Sabato 06 marzo 2010
Ex Atesia, cancellati i diritti riconosciuti, 
fatale una "postilla" in fondo al ddl 1167 - Gli avvocati: "Dopo le leggi ad personam, ecco la legge ad aziendam"

L'ultimo articolo del collegato alla Finanziaria affossa la vertenza legale di 50 lavoratori
Hanno vinto la causa in tribunale e in appello, ma ora una norma annulla le loro sentenze
IN EVIDENZA
Sabato 06 marzo 2010
Processo del lavoro, Anm preoccupata 
"mortificano" il ruolo dei giudici * [LaRepubblica.it]
Il sindacato delle toghe contro le disposizioni sull'art.18 approvate dal Senato il 3 marzo
Il ddl S 1167/B, che allarga il ricorso all'arbitrato, "riduce" anche i diritti dei lavoratori
IN EVIDENZA
Venerdì 05 marzo 2010
TELECOM SPARKLE UNO SCANDALO DI GRUPPO
Com. SNATER del 3 marzo 2010