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IN EVIDENZA Sabato 04 settembre 2010

NUOVA OFFERTA FASTWEB: MEGABANDA DA 100 MEGA

è megabanda da 100 mega - nuova offerta fastweb in sette città


Il Fatto Quotidiano del 3 settembre 2010

Anche in Italia arriva la super-banda larga. Fastweb ha infatti annunciato che dal 6 settembre offrirà una connessinone di 100 mega al secondo a 2 milioni di famiglie e aziende già raggiunte dalla fibra ottica. Sarà possibile usufruire del servizio a Milano, Roma, Genova, Torino, Bologna, Napoli, Bari (da subito per i nuovi clienti mentre per chi è già abbonato l’upgrade partirà a ottobre). L’attivazione della mega-banda costerà 100 euro una tantum e avrà un canone mensile di 15 euro (10 euro aderendo subito all’offerta).
IN EVIDENZA Venerdì 03 settembre 2010

ESTENSIONE DEI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’, MOBILITA’ E TANTE PROMESSE….

Si taglia il reddito a migliaia di lavoratori concedendo Contratti di solidarietà/Mobilità in un’azienda che fa 1.211 milioni di utili in 6 mesi: questo è lo scandalo !

Comunicato della Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base

Il 4 agosto al Ministero dello Sviluppo economico è stato firmato l’accordo sugli esuberi Telecom che prevede la mobilità volontaria per 3.900 lavoratori e l’estensione dei contratti di solidarietà a migliaia di lavoratori: Come al solito l'azienda è partita sparando alto (6.800 esuberi, 3.700 licenziamenti, ecc.) per far pressione sul governo e sui lavoratori, con la minaccia dei licenziamenti e l’obiettivo di ottenere soldi pubblici per ridurre i costi e mantenere dividendi elevati agli azionisti, in accordo con il Governo e Cgil-Cisl-Uil-Ugl. Il giorno dopo la firma (guarda caso) Telecom annuncia un utile dei primi 6 mesi di 1.211 milioni (+26% rispetto al 1° sem. 2009); dunque un accordo a senso unico senza contropartita, che incrementa solo gli utili aziendali di 400 milioni e il titolo in borsa: nei giorni successivi all’accordo il titolo si è impennato e le agenzie di rating hanno alzato il valore di Telecom. Come sindacato di base avevamo avvertito che una volta aperta la strada ai Contratti di solidarietà (CDS) al 1254/ADE poi li avrebbero estesi ad altri reparti. E così sarà! Infatti, migliaia di lavoratori saranno messi in contratto di solidarietà: Nell’accordo non è definito quali saranno i reparti interessati, il numero reale dei lavoratori coinvolti (1.100 ma che potrebbe essere anche il doppio se la riduzione dell’orario di lavoro arriva al 50%, come prevede la legge) e la durata dei CDS (2 anni?).
IN EVIDENZA Giovedì 02 settembre 2010

LA RELIGIONE TI PROMUOVE

... i nostri studenti fanno meno Italiano ma più Religione! Il paradosso è che negli anni del più grande licenziamento di massa della storia della scuola italiana, gli insegnanti di Rc sono addirittura aumentati

da "Il Fatto Quotidiano" del 31 agosto 2010

di Marina Boscaino
C’era una volta la laicità nel nostro Paese. E ora non c’è più. Notizia recente: in un liceo paritario romano – il Seraphicum – i ragazzi sono stati ammessi all’Esame di Stato con il contributo di 10 in religione. Violazione all’art. 309 del Testo Unico delle leggi sulla scuola che stabilisce modalità e criteri di valutazione di chi si avvale dell’Insegnamento Religione cattolica: giudizi e non voti.
Il Nuovo Concordato e le successive intese applicative si uniformarono alla normativa statale, che stigmatizza ogni forma di discriminazione determinata dall’avvalersi o no di IRC, che – per ora – è ancora facoltativo. Scuola e Costituzione ha diffidato l’Ufficio scolastico del Lazio, che al momento non ha ancora risposto. Attendiamo fiduciosi.
Chi sale,chi scende
Nella mattanza di ore (e di posti di lavoro) prodotta in tutti gli ordini di scuola dalla “riforma”, l’IRC è il solo a non subìre tagli, arrivando così a una percentuale più ampia sul monte-ore: i nostri studenti fanno meno Italiano ma più Religione! Il paradosso è che negli anni del più grande licenziamento di massa della storia della scuola italiana, gli insegnanti di Rc sono addirittura aumentati: 26.000 in servizio, di cui 14.000 di ruolo. Docenti che hanno una singolare, doppia matrice giuridica: nominati (o rimossi) dalla Curia, pagati dalle tasse di tutti gli Italiani.
“L’ora di Religione non si tocca”, aveva detto Gelmini ...

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IN EVIDENZA Giovedì 02 settembre 2010

LA LETTERA DEL FIGLIO DI UN OPERAIO

i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”

Ero tornato da poche ore, l’ho visto, per la prima volta, era alto, bello, forte e odorava di olio e lamiera.

Per anni l’ho visto alzarsi alle quattro del mattino, salire sulla sua bicicletta e scomparire nella nebbia di Torino, in direzione della Fabbrica.


L’ho visto addormentarsi sul divano, distrutto da ore di lavoro e alienato dalla produzione di migliaia di pezzi, tutti uguali, imposti dal cottimo.


L’ho visto felice passare il proprio tempo libero con i figli e la moglie.


L’ho visto soffrire, quando mi ha detto che il suo stipendio non gli permetteva di farmi frequentare l’università.


L’ho visto umiliato, quando gli hanno offerto un aumento di 100 lire per ogni ora di lavoro.


L’ho visto distrutto, quando a 53 anni, un manager della Fabbrica gli ha detto che era troppo vecchio per le loro esigenze.

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IN EVIDENZA Mercoledì 01 settembre 2010

LUCI ED OMBRE SULL’ACCORDO DEL 4 AGOSTO 2010

COMUNICATO SNATER NAZIONALE

Il 4 agosto presso il Ministero del Lavoro è stato firmato un Accordo che, come avviene da diversi anni, registra un pesante intervento sui livelli occupazionali. Ecco una sintesi dell’intero impianto emerso dal testo del 4 Agosto e dalle precisazioni rilasciate dall’Azienda in sede di confronto:
3900 mobilità volontarie;
Telecom: introduzione di ulteriori contratti di solidarietà per 1100 esuberi (con un coinvolgimento di 2200 lavoratori se la riduzione oraria fosse del 50% o di 11000 lavoratori in caso di riduzione del 10%). Ulteriori 2 anni di solidarietà (sino al 31 Agosto 2013) per la Directory Assistance;
SSC: introduzione di ulteriori contratti di solidarietà per 450 esuberi (che presumibilmente coinvolgerà oltre 1000 lavoratori)
evitate mobilità territoriali collettive
recupero occupazionale come neoassunti dei lavoratori ex TILS […]
L’Accordo ha rappresentato prevalentemente un’operazione di immagine: si è voluto far credere di aver contenuto gli esuberi, cioè i licenziamenti (o meglio le mobilità), che dai 6.800 iniziali sono diventati 3.900, senza però dare risalto al fatto che, ben che vada, 4.500 lavoratori saranno in Contratto di solidarietà. quindi, se è vero che telecom ha rinunciato a 2900 mobilità, “intasca” e consolida i contratti di Solidarietà per i quali non tira fuori un soldo, con un risparmio netto di circa il 50%, mentre per le mobilità avrebbe dovuto sborsare le integrazioni aggiuntive. Per la formazione e riqualificazione dei lavoratori in solidarietà, inoltre, entra in gioco Fondimpresa, gestita da cgil, cisl, uil e Confindustria […]
IN EVIDENZA Mercoledì 01 settembre 2010

L'AFFARE BOFFO. UN ANNO DOPO

Boffo non ha mai chiarito pubblicamente perché il Tribunale di Terni lo abbia condannato nel 2004 a una ammenda penale di 516 euro per “molestie” partite da un suo cellulare.

da "Il Fatto Quotidiano" del 31 agosto 2010

di Marco Politi
Un anno dopo, l’affare Boffo resta quello che era. Una storia torbida. Un atto di killeraggio di Vittorio Feltri ai danni del direttore di Avvenire. Una vittoria (forse di Pirro) di Berlusconi, che riuscì allora a silenziare il giornale dei vescovi e a intimidire la Cei, ma ha creato all’interno della Chiesa rancori insanabili di cui da un mese all’altro – quando sarà davvero in difficoltà – potranno chiedergli conto. Qualcuno dei suoi falchetti, come Giorgio Stracquadanio, pensa ancora di poter minacciare contro gli avversari politici (vedi Fini) il “metodo Boffo”, e non ha capito che la loro vendetta i prelati la gustano freddissima.
Noemi, D’Addario e la questione morale.
La storia ha un antefatto nella primavera del 2009 con le rivelazioni sui patetici show inscenati da “Papi” Berlusconi: Noemi, le ragazzotte a Villa Certosa, le escort che un qualsiasi faccendiere gli infila nel letto a Palazzo Grazioli per la modica cifra di mille euro. Non esiste nell’Occidente democratico leader di governo che sguazzi in un tale clima da basso impero. Azzurri e leghisti, abitualmente indomiti difensori dell’identità cristiana in Italia, fanno finta di niente e tacciano di moralismo chi osa protestare. Ma qualcosa non torna nel disegno berlusconiano di negare rabbiosamente la realtà. Gli viene a mancare d’improvviso l’alleanza con la gerarchia ecclesiastica. [...]

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IN EVIDENZA Domenica 29 agosto 2010

TELECOM NON REINTEGRA I LAVORATORI VITTORIOSI NEI PRIMI DUE GRADI DI GIUDIZIO. UN GRUPPO DI ESTERNALIZZATI SI RIVOLGE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA



Signor Presidente della Repubblica

Siamo un gruppo di lavoratori trasferiti nel 2003 da Telecom Italia ad una società neo costituita a seguito della cessione del ramo d’azienda. Fin da subito impugnammo tale trasferimento alla nuova società e giuste sentenze del 2007 del Tribunale Civile di Roma sez. lavoro, la Telecom Italia era stata condannata al ripristino/reintegro dei contratti di 45 lavoratori che erano stati ceduti.
Dopo queste sentenze molte altre ne sono intervenute ed hanno interessato tutto il territorio nazionale. In particolar modo il tribunale dell’Aquila ha confermato in secondo grado la sentenza di primo grado; molti di questi lavoratori oggi sono in cassa integrazione e due di Pescara sono stati licenziati a novembre del 2009.
A tutt’oggi Telecom Italia NON ha ottemperato a nessuna sentenza emanata dei giudici “della Repubblica Italiana”. [...]

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IN EVIDENZA Domenica 29 agosto 2010

Licenziati, reintegrati dal giudice, entrati in…

da "Il FQ" del 29 agosto 2010

Licenziati, reintegrati dal giudice, entrati in fabbrica per meno di due ore, di nuovo fuori, con l’intenzione di avviare un’azione penale contro l’azienda, che invece ribadisce la legittimità dei licenziamenti. E l’udienza prevista per il 6 ottobre prossimo. Questa è la sintesi della vicenda di Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco Pignatelli, i tre operai dello stabilimento di Melfi licenziati nel luglio scorso dalla Fiat e reintegrati dal giudice del lavoro circa due settimane fa. Ma nonostante questo, la Fiat ha deciso di non impiegarli nelle linee di produzione e di mettere a loro disposizione solo una “saletta sindacale”. L’azienda vuole aspettare il pronunciamento del giudice sul ricorso che ha presentato. Intanto i tre dipendenti hanno scritto al presidente Giorgio Napolitano rivendicando di non voler percepire lo stipendio senza lavorare. Nel braccio di ferro tra azienda e lavoratori, la Fiom-Cgil ha deciso di presentare un esposto-denuncia per la mancata osservanza della sentenza emessa dal Tribunale del lavoro. Al giudice, inoltre, il sindacato chiederà di precisare le modalità di attuazione del decreto di reintegro dei tre lavoratori.
IN EVIDENZA Sabato 28 agosto 2010

COSA CHIEDO A (CERTI) CATTOLICI

da "Il Fatto Quotidiano" del 26 agosto 2010

di Paolo Flores d’Arcais
[...] UN ATEO e un credente sono separati dalla fede, ovviamente. Per te, amico cristiano, questa vita è solo un passaggio, un preludio alla vita futura che non avrà mai fine, e quanto avviene nella storia umana, e anzi nell’intera vicenda del cosmo, dal big bang in avanti, ha un senso e uno scopo, nasce dalla volontà di Dio. Per me tutto si gioca e si conclude nella finitezza dell’esistenza, la mia morte sarà come quella di una qualsiasi altra scimmia, di un qualsiasi altro organismo. Tutto tornerà come era prima che nascessi, il mondo senza di me e io nel nulla. Un mondo che non ha alcun senso, che è nato dal caso: il senso, alla vita individuale e collettiva, dobbiamo provare a darlo noi, se ci riusciamo. Ma proprio a partire da qui, tra l’ateo e il cristiano è possibile assai più che alleanze e convergenze, è possibile un agire comune. Cristiano è infatti in primo luogo –o almeno dovrebbe, se la parola vuole avere un senso – colui che ascolta e cerca di applicare il messaggio di Gesù di Nazareth codificato nei vangeli. Dove – aprendo una pagina a caso – viene ricordato che il primo dovere di chi ha fede è quello di stare dalla parte degli ultimi, di dare al povero la metà del proprio mantello, perché è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago che per un ricco si apra la porta del paradiso. Dove il Gesù dell’amore e della mitezza diventa furia di intolleranza solo con i mercanti del tempio, perché trasformano un luogo dello spirito in una spelonca di ladri, e con chi dà scandalo ai piccoli, perché sarebbe meglio che si gettasse in mare con una macina al collo, e con i farisei e chi non parla secondo “il tuo dire sia sì sì, no no”, perché ogni “di più viene dal maligno”. [...]

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IN EVIDENZA Sabato 28 agosto 2010

ANCORA SU FIAT. IL POPOLO DEL "GIORNALE" SI SCAGLIA CONTRO OPERAI E SINDACATI, MA LE REAZIONI ANTAGONISTE QUALI SONO STATE?

Pubblichiamo il contributo di un nostro abituale visitatore che ha collazionato, in questi ultimi giorni, varie opinioni apparse sulla stampa:

Giorgio Napolitano
Il Capo dello Stato esprime agli operai il suo “profondo rammarico per la tensione creatasi alla Fiat Sata di Melfi in relazione ai licenziamenti che vi hanno colpito e, successivamente, alla mancata vostra reintegrazione nel posto di lavoro sulla base della decisione del Tribunale di Melfi. Anche per quest'ultimo sviluppo della vicenda - ricorda – è chiamata a intervenire, su esplicita richiesta vostra e dei vostri legali, l'Autorità Giudiziaria: e ad essa non posso che rimettermi anch'io, proprio per rispetto di quelle regole dello Stato di diritto a cui voi vi richiamate. Comprendo molto bene - sottolinea comunque ancora Napolitano - come consideriate lesivo della vostra dignità percepire la retribuzione senza lavorare”.

Altero Matteoli
Sul reintegro nello stabilimento di Melfi dei 3 operai licenziati la Fiat deve rispettare la sentenza del giudice anche se può non piacere. Lo ha detto il ministro dei Trasporti Altero Matteoli rispondendo ad una domanda ad una conferenza stampa al Meeting dell'amicizia in corso a Rimini." Credo che le sentenze vadano rispettate anche quando non ci fanno piacere. Se il nostro Paese è uno Stato di diritto non può esserlo a fasi alterne", ha risposto Matteoli alla domanda su cosa pensasse della reazione dell'azienda alla decisione del giudice.

Fassina (Pd):
dov'è il ministro del Lavoro? "Il governo Berlusconi, oltre al ministro per lo Sviluppo economico, ha perso anche il ministro del Lavoro? Finalmente un ministro di questo governo richiama la Fiat al rispetto delle regole, ma non è Sacconi. È Matteoli". In una nota il Pd accusa Fiat di condurre "una prova di forza per umiliare i lavoratori reintegrati" e chiede all'azienda "di riaprire il confronto con tutte le forze sindacali"

Stefano Saglia (Pdl)
Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, è convinto che l'azienda "da un lato debba applicare le sentenze della magistratura come necessario e dall'altro continuare a rimanere dalla parte della ragione".

Susanna Camusso
La Fiat "deve rispettare" la sentenza della magistratura sul reintegro degli operai di Melfi anche perche' le ragioni fornite "sono pretestuose". Lo ha sottolineato la vice segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, intervenendo alla trasmissione radiofonica Radio Anch'io. "C'e' una sentenza esecutiva della procura di Potenza - ha spiegato Camusso - e la Fiat deve rispettarla.

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IN EVIDENZA Venerdì 27 agosto 2010

La svolta di Brunetta: niente carriera per gli statali che fanno i sindacalisti

"... Si sta mettendo mano al sistema senza nemmeno passare dal Parlamento"

di Chiara Paolin
Signori, a voi la scelta: carriera o sindacato? La circolare 11/2010 emessa lo scorso 6 agosto dal ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta impone una nuova limitazione ai dipendenti che vogliano far carriera nelle fila dello Stato.
Interpretando la legge 150/2009, la celebre e incompiuta riforma Brunetta, il ministro ha precisato che – secondo la norma scritta da se medesimo – chi ricopre un ruolo dirigenziale nel sindacato o in un partito politico non può essere promosso al vertice di una struttura destinata alla gestione del personale se non due anni dopo la decadenza dal ruolo di rappresentanza. Insomma, se sei un sindacalista e aspiri ai piani alti, devi rinunciare all’incarico e aspettare 24 mesi prima di accettare la promozione. Per chi imbroglia sono previste sanzioni severissime, fino al licenziamento in tronco.
“Una norma folle, soggetta peraltro alle interpretazioni più varie – attacca Rossana Dettori, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil – basti pensare che chiunque abbia un incarico sindacale diventa automaticamente un dirigente, praticamente tutti, tranne i semplici tesserati”. Quindi, dice la sindacalista, impegnarsi nella difesa del lavoro diventa una scelta definitiva, “perché il limite dei due anni è chiaramente una trappola. Come si fa, ci si impegna col timer? Quando a un certo punto decide che è ora di far carriera butta tutta l’esperienza? Questa iniziativa è solo un altro modo di logorare il sindacato dall’interno, trasformando i diritti in una materia estranea alla contrattazione. Decide il governo per tutti e basta. A onor del vero, era nel programma elettorale comprimere gli spazi dei lavoratori, e ci stanno riuscendo bene direi”.

Le tentazioni dell’iscritto
Il ministro Brunetta replica però che il punto è un altro: “Il futuro dirigente può [...]

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IN EVIDENZA Giovedì 26 agosto 2010

Fiat, lettori del Giornale contro operai e sindacati

"Lavoratori di m..." "fabbriche di disoccupati" "Vadano in Cina a Cuba o in Venezuela..."

“Ladri e nullafacenti” “Fabbriche di disoccupati”, “Lavoratori di m…”, “Vadano in Cina, Cuba o Venezuela”: sul quotidiano di Feltri non c’è traccia di alcuna solidarietà ai tre lavoratori reintegrati che si appellano a Napolitano. Insulti a valanga. Il Giornale ci prende gusto e comincia la sua campagna anti-operai reintegrati che lamentano di non essere stati accolti a pieno titolo dalla loro azienda. Nel pezzo che annuncia la denuncia dei lavoratori nei confronti della Fiat e il loro appello al presidente della Repubblica il quotidiano di Vittorio Feltri pubblica esclusivamente commenti che accusano pesantemente gli operai licenziati. Di solidarietà nemmeno uno stralcio.

FABBRICHE DI DISOCCUPATI – “Prima o poi Marchionne chiude battenti e cosi per 3 c….i ci rimettono tutti ,e per come si comportano i sindacati la fiat farebbe non bene ma benissimo a mollare la produzione in Italia“, scrive un lettore. Qualche altro provvede a criticare per l’intervento di un giudice in fabbrica, non si dà pace per l’invito ad intervenire rivolto a Giorgio Napolitano e bolla i sindacati come produttori di nullafacenti: “Avete mai sentito di un giudice che da ragione ad un’Azienda ? Io mai. Cosa buona e giusta perchè i vari Marchionne vorrebbero addirittura che gli operai lavorino e per di più che non sabotino e che vadano a l lavoro anche quando cè una partita,assurdo ! I dipendenti, i diritti li hanno tutti e di più mentre lavorare è optional. La CGIL e peggio ancora la FIOM sono la vera fabbrica di disoccupati perchè le Aziende traslocano dove gli operai hanno,si i loro diritti ma rispettano anche i loro doveri,come Italiani ci addolora ma si può dar loro torto se se ne vanno? Ma poi che c’entra Napolitano?“.
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IN EVIDENZA Mercoledì 25 agosto 2010

Omnia Network: firmato accordo di Cassa Integrazione per 346 lavoratori

COMUNICATO SINDACALE

SLC Nazionale

“Dopo settimane di iniziative serrate e scioperi riuscitissimi, il 24 agosto Omnia Network ha finalmente preso atto della situazione aziendale ed ha firmato con le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL un accordo per la Cassa Integrazione in Deroga e la Mobilità volontaria per 346 lavoratori delle sedi di Roma e Bitritto. Così una nota della Segreteria Nazionale della SLC-CGIL.
Ora l’accordo stipulato in sede aziendale verrà trasmesso al Ministero del Lavoro per la ratifica.

Dopo la perdita della commessa Inps\Inail e la rescissione della commessa Sogei per gravi inadempienze contrattuali -continua la nota della Segreteria Nazionale di SLC-CGIL, il sindacato, e la SLC in particolare, hanno messo in campo tutti gli sforzi per dissuadere Omnia Network a continuare a negare l’evidenza di una crisi irreversibile, per scopi francamente oscuri, mettendo a rischio la possibilità di ricollocare i lavoratori presso le aziende che si sono aggiudicate l’appalto del call center Inps Inail.”
IN EVIDENZA Domenica 22 agosto 2010

TELEGRAMMA FIAT AI TRE OPERAI LICENZIATI E REINTEGRATI DAL GIUDICE: "RESTATE A CASA!"

da: "Il Fatto Quotidiano" del 22 agosto 2010

La Fiat ha inviato ai tre operai dello stabilimento di Melfi licenziati lo scorso luglio e reintegrati dal giudice il 9 agosto un telegramma in cui ha comunicato loro che «non intende avvalersi delle loro prestazioni», invitandoli a non presentarsi in fabbrica, lunedì. L’azienda rispetterà gli obblighi contrattuali nei loro confronti, fino al 6 ottobre, quando sarà discusso il ricorso presentato l’altro ieri. La Fiom giudica la decisione “un reiterato comportamento antisindacale” e ha annunciato un presidio. I suoi avvocati sono al lavoro per verificare se sussistano gli estremi per un’azione penale e comunque lunedì partirà una diffida alla Fiat e sarà inoltrato un nuovo ricorso per comportamento antisindacale. I tre operai, spiega il segretario generale Landini “devono rientrare in fabbrica», altrimenti “siamo pronti a chiedere l’intervento d delle forze dell’ordine”.
IN EVIDENZA Domenica 22 agosto 2010

MANCATO PRESAVVISO, CHIESTO MAXI-RISARCIMENTO A PRESIDENZA DEL CONSIGLIO.

Chiesti danni per 22 milioni e mezzo di euro da 36 persone

Il manifesto 21.08.2010

TERREMOTO DELL'AQUILA
i familiari delle vittime del terremoto che ha colpito l'Abruzzo il 6 aprile del 2009 hanno chiesto un maxi risarcimento alla presidenza del Consiglio. Lo rivela il quotidiano «Il Centro». Si apre quindi anche un fronte civile nell'ambito delle «dichiarazioni rassicuranti» fornite dai componenti della commissione Grandi rischi il 31 marzo 2009. E' la conseguenza di una citazione per danni per 22 milioni e mezzo di euro contro la presidenza del Consiglio. L'azione legale, da quanto racconta il quotidiano abruzzese, è stata avviata dagli avvocati Maria Teresa Di Rocco e Silvia Catalucci del foro dell'Aquila, per conto di trentasei persone che hanno perso nella tragedia del 6 aprile 2009 venti familiari. La citazione per danni, è stata portata all'attenzione del tribunale civile ed è stata individuata la presidenza del Consiglio in quanto la commissione Grandi rischi è una emanazione diretta di essa oltre a essere un organismo operativo governativo. Il presunto comportamento omissivo dei componenti della Grandi rischi è, dunque, la chiave di accesso per chiamare direttamente in causa, per l'appunto, la presidenza del Consiglio.
IN EVIDENZA Venerdì 13 agosto 2010

SEMPRE CON FIAT. LA TATTICA DEL NUOVO BONANNI

La Cisl teme la globalizzazione più di Sergio Marchionne

da "Il Fatto Quotidiano" di venerdì 13 agosto 2010

Le polemiche sindacali sono spesso riservate a pochi addetti ai lavori, ma l’editoriale di Dino Greco su Liberazione di ieri ha il pregio di chiarire, a modo suo, il tema di questi giorni: “Il repellente servilismo di Bonanni”. Bastava accendere il televisore, mercoledì notte: su Rai3 il leader della Cisl spiegava perché la Fiat aveva deciso di fare ricorso per confermare tre licenziamenti punitivi annullati dal giudice, rassicurava che “in Italia i diritti sindacali sono solidissimi”, ricordava a tutti che quella del Lingotto è “un’azienda che si ricostruisce, che ha pronti nuovi modelli, che vuole investire 20 miliardi di euro in Italia”. Giorgio Cremaschi, ala intransigente della Fiom (i metalmeccanici della Cgil che hanno dato battaglia alla Fiat di Sergio Marchionne nella vicenda di Pomigliano d’Arco) constata: “E’ un dato di fatto, quando noi attacchiamo la Fiat, poi Bonanni va in tv a difenderla”. Perfino Europa, quotidiano che una volta faceva capo alla Margherita e ora è il termometro dell’area popolare-cattolica del Pd, si chiedeva pochi giorni fa in un editoriale: “Ma Bonanni fa ancora il sindacalista?”. In quelle ore qualcuno faceva circolare l’indiscrezione – o la calunnia – che Bonanni fosse pronto a lasciare la Cisl per andare al ministero dello Sviluppo economico, al posto di Claudio Scajola.

L’avvento di Berluschionne ...

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IN EVIDENZA Giovedì 12 agosto 2010

IL REPELLENTE SERVILISMO FILOPADRONALE DI RAFFAELE BONANNI

Bonanni: “… estremismo conflittuale della Fiom, vera responsabile del clima che sta avvelenando i rapporti sociali in Italia. …”

da "Liberazione" di giovedì 12 agosto 2010

Dino Greco

La decisione con la quale il giudice del lavoro di Melfi ha reintegrato i tre lavoratori che la Fiat aveva cacciato per avere organizzato uno sciopero è un atto di giustizia di grande rilevanza per almeno due ragioni. In primo luogo perché spazza via l'equazione infamante in base alla quale Marchionne - col sostegno attivo di Emma Marcegaglia e Maurizio Sacconi, vale a dire della Confindustria e del Governo - ha cercato di assimilare una lotta sindacale ad un atto di sabotaggio. Non sarà sfuggito il sincronismo con cui la Fiat - che non fa mai nulla a caso - aveva assunto analoghi provvedimenti a carico di lavoratori di Termoli e di Mirafiori, nell'intento di scoraggiare sul nascere qualsiasi manifestazione di dissenso in qualsivoglia forma espressa. C'è ora da augurarsi che anche gli altri ricorsi presentati dalla Fiom siano premiati da analogo successo e che la martellante azione antisindacale scatenata dall'azienda di corso Marconi continui a trovare un contrasto efficace, almeno nelle sentenze che la magistratura pronuncia nel nome del popolo italiano, visto che non è concesso riporre speranze in un'opposizione parlamentare sino a ieri sedotta dai giochi di prestigio dell'amministratore delegato della Fiat.
Il secondo motivo di soddisfazione riguarda il fatto che lo statuto dei lavoratori, la più importante delle leggi sul lavoro, una delle poche sopravvissute alla devastante controriforma politica di questi anni, continua a produrre la sua efficacia e corrobora gli sforzi impegnati dai lavoratori per impedirne la manomissione ed estenderne il campo d'applicazione. 
Chi invece mastica amaro per l'esito giudiziario di questa vicenda è Raffaele Bonanni, il quale va spiegando ai quattro venti che sì, la Fiat ha forse sbagliato, ma soltanto perché ha voluto replicare con eccesso di zelo all'estremismo conflittuale della Fiom, vera responsabile del clima che sta avvelenando i rapporti sociali in Italia. Dunque, secondo questo sedicente sindacalista, i lavoratori che a Melfi scioperarono - si badi, unitariamente - per contrastare l'intensificazione unilaterale dei ritmi di lavoro imposta dall'azienda mentre altri lavoratori della medesima erano collocati in cassa integrazione, stavano compiendo un gesto estremistico, causa vera e sostanziale della reazione un po' esagerata, ma in fondo comprensibile, del padrone. Ecco una manifestazione di repellente servilismo che i lavoratori, anche quelli iscritti alla Cisl, sapranno ben valutare.
IN EVIDENZA Mercoledì 11 agosto 2010

FIAT - Melfi, reintegrati gli operai licenziati. Il giudice: "Provvedimento antisindacale"

Annullata la decisione dell'azienda nei confronti dei tre dipendenti "espulsi" perché, durante un corteo interno, bloccarono un carrello robotizzato. La Fiom: "La sentenza conferma che si voleva solo dare una lezione a chi protesta"

POTENZA - Erano stati sospesi l'8 luglio poi licenziati il 13 e il 14 dello stesso mese 1. Un giudice del lavoro ha deciso che possono tornare a lavoro. I tre operai dello stabilimento Fiat di Melfi, in provincia di Potenza (due dei quali delegato Fiom) hanno vinto la loro battaglia. Il giudice ha annullato il provvedimento ritenendolo "antisindacale" e ha ordinato il loro immediato reintegro nelle rispettive mansioni professionali.

Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino (entrambi delegati Fiom) e Marco Pignatelli furono licenziati perché durante un corteo interno bloccarono un carrello robotizzato che portava materiale a operai che invece lavoravano regolarmente. Ai licenziamenti seguirono scioperi, proteste e una manifestazione della Fiom: i tre occuparono per alcuni giorni il tetto della Porta Venosina, monumento nel centro storico di Melfi.

Secondo il segretario regionale Fiom Basilicata, Emanuele De Nicola, "la sentenza indica che ci fu da parte della Fiat la volontà di reprimere le lotte a Pomigliano d'Arco e a Melfi e di 'dare una lezione' alla Fiom". No comment dal Lingotto, che ha fatto sapere soltanto di attendere la notifica del provvedimento. Che, ancora secondo De Nicola, "dimostra che le lotte democratiche dei lavoratori non hanno nulla in comune con il sabotaggio, un teorema che è stato di nuovo smontato e ci aspettiamo le scuse di quanti vi hanno fatto riferimento, dalle personalità istituzionali ai rappresentanti degli imprenditori. Speriamo - conclude - che Fiat torni al tavolo per discutere di temi che stanno a cuore ai lavoratori, a cominciare dai diritti e dai carichi di lavoro".

Maurizio Landini, segretario generale Fiom parla di "grande vittoria" che dimostra come dall'azienda ci siano state solo "forzature" e come il tentativo di isolare le tute blu Cgil sia fallito. E sollecita il Lingotto a riaprire un "confronto alla pari" anche con la Fiom. La sentenza è motivo di soddisfazione "innanzi tutto per aver ripristinato la dignità dei tre lavoratori coinvolti che vedono il loro reintegro e la clamorosa smentita di tutte le accuse stupide di sabotaggio". E perché dimostra che "il tentativo di mettere in un angolo la Fiom anche con questi licenziamenti non solo è inutile ma anche dannoso in quanto per affrontare la pesantissima crisi che investe anche il settore dell'auto c'è bisogno del consenso di tutte le organizzazioni sindacali".

Per Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom Cgil, il provvedimento dimostra che Fiat "sta agendo in violazione delle leggi e dei contratti e a questo punto è chiaro che la linea deve cambiare visto che, per fortuna, l'ordinamento costituzionale italiano è ancora in vigore. A tutti coloro che hanno supinamente sposato le posizioni dell'azienda è rivolto l'invito a cambiare posizione". In particolare, secondo Cremaschi, "sarebbe un fatto di buon gusto se il ministro Sacconi, la presidente di Confindustria Marcegaglia e il segretario Cisl Bonanni chiedessero scusa per le dichiarazioni ai lavoratori licenziati che oggi vengono reintegrati".

Lo steccato che separa la Fiom dagli altri sindacati di categoria emerge anche dai commenti a questa sentenza. Secondo il segretario generale della Fim, Giuseppe Farina, il reintegro "conferma che in Italia ci sono diritti e garanzie contrattuali e di legge che valgono per tutti, anche per Fiat. La strada è quella del consenso e non della repressione". "Questa vicenda - osserva - non riguarda solo la Fiom. C'è stato un carico maggiore legato alla vicenda Pomigliano. E' giusto mettere al centro le regole, il rispetto degli impegni, ma serve anche una collaborazione più costruttiva con il sindacato, non si può gestire un'azienda nuova con vecchi e tradizionali rapporti sindacali".

Il numero uno della Uilm, Rocco Palombella, definisce "giusta" la sentenza, ma aggiunge che non influirà sullo scenario delle relazioni tra azienda e sindacati, visto che quello di Melfi, "è un episodio isolato e ininfluente". "Quello che ritengo sbagliato - prosegue - sono le iniziative che ci sono state a Melfi: 15 giorni che hanno messo a ferro e fuoco lo stabilimento, e questo purtroppo ha significato anche il trasferimento della 'l0' (il nuovo modello Fiat, ndr), che inizialmente era destinata a Torino, poi a Melfi e successivamente in Serbia". A conti fatti "una sentenza giusta che però si poteva ottenere senza mettere a dura prova la produzione e lo stabilimento".

"Soddisfazione" è stata espressa dall'Ugl: "Di fronte a questo episodio - dice il segretario nazionale dell'Ugl Metalmeccanici, Antonio D'Anolfo - Fiat dovrebbe cambiare l'atteggiamento degli ultimi tempi sia perché è proprio da quanto accaduto a Melfi che il cilma è iniziato a peggiorare sia perché in Italia esiste un sistema giuridico che tutela i diritti dei lavoratori di piccole e grandi aziende, il cui rispetto può essere rivendicato in sede giudiziaria. Ma non è interesse di nessuna delle parti in causa arrivare fino a questo punto, basterebbe invece rispettare le regole vigenti che l'azienda ben conosce".

La Repubblica.it (10 agosto 2010)
IN EVIDENZA Martedì 10 agosto 2010

NO AI LICENZIAMENTI RAPPRESAGLIA DELLA FIAT: SI' ALLA DEMOCRAZIA SINDACALE NEI LUOGHI DI LAVORO. 



Comitato Direttivo FP CGIL: Ordine del giorno approvato il 16 luglio 2010

Il Comitato Direttivo nazionale Fp Cgil condanna e giudica gravissimo il licenziamento "in tronco" di 4 iscritti Fiom di cui 3 delegati sindacali (1 a Mirafiori e 2 alla Sata di Melfi) da parte della direzione del Gruppo Fiat. 

Sosteniamo la mobilitazione proclamata per oggi dalla Fiom, contro l'imbarbarimento delle relazioni sindacali, attraverso l'attacco violento e becero al diritto previsto dalla Costituzionale Italiana dagli art dal 36 al 39 e alla legge 300 del 20 MAGGIO DEL 1970, espressione di una logica basata sul riconoscimento delle sole ragioni dell'impresa e contro i diritti relativi alle tutele e alla rappresentanza sindacale, principio fondante di una compiuta democrazia sociale ed economica. 

Questi provvedimenti, inseriti in un contesto caratterizzato da una forte dialettica vertenziale tra la Fiat e la Fiom, sia sull'accordo su Pomigliano d'Arco, che sul mancato riconoscimento in maniera integrale del premio risultato (contro il quale è in atto una forte mobilitazione sindacale unitaria da parte di Fim Fiom Uilm), assumono senza ombra di dubbio il carattere della rappresaglia, ritornando alla triste epoca dei licenziamenti della stagione del management di Valletta, dei reparti confino per i delegati Fiom, dell'attacco di Romiti ai Consigli di Fabbrica. 

Non basta dichiarare di essere moderni nei mass media, puntando sull'immagine di Marchionne; occorre, per affrontare le sfide che il comparto dell'auto ha di fronte, in un'epoca di competizione globale, rispettare la libertà dei lavoratori di organizzarsi democraticamente nel sindacato, i ccnl e la Costituzione. 

La mobilitazione per arrestare il reazionario disegno padronale sostenuto dal Governo sarà lunga ed articolata. 

Come sempre, le strutture della Fp-Cgil saranno al fianco dei lavoratori licenziati e pronti a lottare con la Fiom e con tutte le categorie coinvolte in processi di licenziamenti, e con la Cgil in difesa della Statuto dei Lavoratori e contro le norme sull'arbitrato.
IN EVIDENZA Domenica 08 agosto 2010

ESTERNALIZZAZIONI SELVAGGE, L'OPPOSIZIONE DOV'E'?
Interrogazione presentata dal sen. Giambrone di Italia dei Valori sulla squallida tecnica di esternalizzazione, utilizzata per aggirare le tutele dei lavoratori nella Fiat Pomigliano.

S.4/03591 [Trasferimento dello stabilimento di Pomigliano d'Arco della FIAT alla neocostituita società Fabbrica Italia Pomigliano]

LE SQUALLIDE STRATEGIE DI ESTERNALIZZAZIONI SELVAGGE HANNO RAGGIUNTO IL LIVELLO DI MASSIMA ESPRESSIONE CON LA FIAT A POMIGLIANO ... NON MI ASPETTO CHE IL GOVERNO INTERVENGA PER LIMITARE TALI FENOMENI, MA ALMENO ADESSO NON SARA' COSI' FACILE FINGERE CHE IL PROBLEMA NON ESISTA. MI RIVOLGO SOPRATTUTTO A QUELLA PARTE DELL'OPPOSIZIONE CHE AVREBBE POTUTO FAR QUALCOSA E NON HA MOSSO UN DITO E, INOLTRE, ALLA LEGA CHE PROMETTE UNA SOCIETA' MIGLIORE, LONTANA DALLE LOGICHE DI "ROMA LADRONA": GLI IMPRENDITORI E I LAVORATORI ONESTI DEL NORD LO SANNO CHE I LORO SOLDI SONO UTILIZZATI PER FINANZIARE SPECULATORI CHE OTTENGONO FIUMI DI SOLDI PUBBLICI PER POI ANDARSENE ALL'ESTERO?
Lidia Undiemi

GIAMBRONE, CARLINO - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dello sviluppo economico
Premesso che il trasferimento dello stabilimento di Pomigliano d'Arco (NA) della FIAT alla neocostituita società Fabbrica Italia Pomigliano presenta rilevanti questioni di ordine giuridico, sociale ed economico che richiedono l'intervento urgente da parte del Governo;
considerato che:

la dirigenza della FIAT dichiara di utilizzare in modo strumentale la cessione di attività tramite una società neocostituita, con l'obiettivo di aggirare il sistema di relazioni industriali vigente presso il cedente;

tale operazione, infatti, non si traduce in un effettivo trasferimento di azienda (dato che l'assetto di governo dell'impresa, l'imprenditore/datore di lavoro e la struttura d'impresa restano praticamente invariati) ma, in sostanza, Fabbrica Italia Pomigliano sarebbe stata creata per aggirare le tutele lavoristiche di natura sindacale;

si intravede, quindi, una violazione diretta della libertà di organizzazione sindacale sancita dall'art. 39 della Costituzione. Non è escluso che possa trattarsi di un vero e proprio atteggiamento antisindacale sanzionabile ex art. 28 della legge n. 300 del 1970, cosiddetto "Statuto dei lavoratori", e, in ogni caso, non sembra possibile ravvisare un interesse datoriale tutelato dalla Costituzione che possa giustificare tale operazione societaria, dato che il trasferimento non si è concretizzato in una iniziativa economica (art. 41 della Costituzione), ma in un mero passaggio societario prevalentemente (se non esclusivamente) orientato a soddisfare interessi finanziari e non d'impresa; [...]

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IN EVIDENZA Domenica 08 agosto 2010

ACCORDO TELECOM: ENNESIMA BRUTTA PAGINA PER I DIRITTI DEI LAVORATORI. NESSUNA ASSEMBLEA, "DECIDONO" I SINDACATI CONFEDERALI E, GUARDA CASO, PROPRIO IN AGOSTO!

...Perplessità sul coinvolgimento di Fondimpresa ai corsi di formazione, essendo un Fondo Paritetico Interprofessionale costituito da Confindustria, CGIL, CISL e UIL ...

LETTERA A "LIBERAZIONE" DA PARTE DEL CIRCOLO DELLE TELECOMUNICAZIONI E DELL'INFORMATICA DEL PRC DI ROMA

Cara Liberazione,
non ci uniremo al coro di giubilo dell’accordo Telecom Italia del 4 agosto 2010: SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-UILCOM più UGL hanno firmato una ennesima brutta pagina per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici celebrando, con Governo e Azienda, il trionfo della peggiore concertazione senza alcun mandato dai lavoratori, non avendo mai fatto neanche un’assemblea né prima e né durante la trattativa, avocando a sé l’esclusività dei temi e delle condizioni da trattare e con l’estromissione da qualunque tavolo di trattativa dei Sindacati di Base, che pure sono fortemente rappresentativi.
I primi commenti ci dicono che dalla riduzione dei licenziamenti (che non vengono ritirati, seppure ridotti a 3700 e su base “volontaria”) e dai 2200 contratti di solidarietà (tra quelli mantenuti, quelli prorogati di un biennio più quelli nuovi di SSC, tutti ingiusti e immotivati e per legge inapplicabili a quadri e dirigenti) deriva oggettivamente un contributo economico importante alle distribuzioni degli utili agli azionisti prevista per oggi 5 agosto (cioè solo il giorno dopo!), una coincidenza inaccettabile almeno moralmente. Esprimiamo anche ragionevoli dubbi che, a seguito degli esodi dell’ultimo accordo di mobilità, ci siano ancora così tanti dipendenti con i requisiti anagrafici per la mobilità.

LEGGI TUTTO in pdf ... altrimenti vai a pag. 10 di "Liberazione" del 7 agosto (al link sottocitato)
IN EVIDENZA Sabato 07 agosto 2010

BT: MANCATO ACCORDO SU CASSA INTEGRAZIONE AZIENDALE.

CONFERMATO SCIOPERO NAZIONALE 7 SETTEMBRE CONTRO ESUBERI E PIANO INDUSTRIALE CHE METTE A RISCHIO TUTTI I LAVORATORI

SLC - CGIL Sindacato Lavoratori Comunicazione
FISTel - CISL Federazione Informazione Spettacolo e Telecomunicazioni
UILCOM - UIL Unione Italiana Lavoratori della Comunicazione

Roma, 5 agosto 2010

Si è svolto oggi a Roma l’incontro di procedura, previsto dalla legge, tra le Segreterie Nazionali di SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL e i rappresentanti di BT Italia, in merito alle procedura di Cassa Integrazione Straordinaria per riorganizzazione. L’incontro è stato l’occasione per ribadire esclusivamente le posizioni di contrarietà del Sindacato contro un’azienda che ha proceduto unilateralmente a mettere in cassa integrazione 216 lavoratori, proponendo un piano industriale e di riorganizzazione poco credibile che probabilmente nasconde una sola questione: nonostante i risultati positivi, il management ha deciso che l’Italia non è più un mercato su cui continuare ad essere presenti. [...]

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IN EVIDENZA Sabato 07 agosto 2010

SOLIDARIETA' AI LAVORATORI SITEL E BT ITALIA

Previsti 74 licenziamenti su 293 lavoratori. Tagli per altri 120 posti di lavoro.

Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti - Confederazione Unitaria di Base
Firenze, Via Guelfa, 148/r tel./fax 055/3200938 email: cubtlc@libero.it www.flmutim.it
Milano: V.le Lombardia 20 - tel. 02/70631804 email cub.nazionale@tiscali.it www.cub.it

In questi giorni l’azienda di call center Sitel Italy ha deciso di licenziare 74 lavoratori a termine e precari su 293, mentre British Telecom Italia (BT Italia) ha presentato un nuovo piano che prevede altri tagli per 120 posti di lavoro quando ancora l’azienda deve completare l’ultima riduzione di oltre 100 unità.
Queste due vicende sono accomunate da un aspetto che sempre più agitano i padroni delle aziende: il ricatto occupazionale con la minaccia di trasferire le attività in altri paesi come la Spagna (Sitel) o India e Ungheria (BT Italia), dove il costo del lavoro sarebbe inferiore….
I lavoratori, sindacati e RSU stanno effettuando giustamente azioni di lotta a livello aziendale.

La FLMUniti-CUB, il sindacato di base delle telecomunicazioni e call center, nell’esprimere la più ampia solidarietà ai lavoratori Sitel Italy e BT Italia in lotta dichiara la propria disponibilità a sostenere le loro giuste rivendicazioni con azioni di mobilitazione e di tutela sindacale-legale a difesa dell’occupazione

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IN EVIDENZA Sabato 07 agosto 2010

DICHIARAZIONI DI VITO VITALE SEGR. GEN. FISTel-CISL: "IN TEECOM NON CI SARANNO LICENZIAMENTI!" "... E per l'intero piano 2010-2012 non ci saranno altri esuberi ..."

[Mentre in Telecom ci saranno? Ci chiediamo incuriositi e preoccupati; n.d.r.]

Scarica il comunicato stampa ...
IN EVIDENZA Sabato 07 agosto 2010

TELECOM: ACCORDO QUADRO POSITIVO, GESTIONE E IMPLEMENTAZIONE LE SFIDE D’AUTUNNO PER SLC-CGIL

COMUNICATO SINDACALE SLC CGIL - Roma 5 agosto 2010

SLC-CGIL Piazza Sallustio 24 – 00187 Roma
Tel. 0642048212 Fax 064824325
Sito internet http://www.slc.cgil.it e-mail: segreteria.nazionale@slc.cgil.it


La Segreteria Nazionale di SLC-CGIL giudica positivamente l’accordo raggiunto in sede di Ministero dello Sviluppo Economico, rappresentando una buona mediazione tra le rivendicazioni del Sindacato, contenute nell’Ordine del Giorno del Coordinamento Nazionale delle RSU di Telecom (giugno 2010), e l’esigenza di tenere aperto un confronto sul futuro delle reti (il Tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico sulla NGN continuerà a Settembre, con la partecipazione del Sindacato di categoria e confederale).

Rimangono aperti ancora punti importanti, a partire dal volume di investimenti sulle nuove reti e sulle strategie di sviluppo a livello internazionale del gruppo, su cui il confronto in sede di Governo deve portare a soluzioni di sistema per dotare il Paese di una grande infrastruttura avanzata, ma il risultato raggiunto in termini di garanzie sul perimetro, sulle reinternalizzazioni, sul principio della ricollocazione e riconversione come strada maestra alternativa agli esuberi, segnano un successo delle mobilitazioni delle lavoratrici e lavoratori di Telecom Italia, cogliendo di fatto la maggioranza dei punti rivendicati nella piattaforma sindacale.

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APPUNTAMENTI : Sabato 04 settembre 2010


IN EVIDENZA
Sabato 04 settembre 2010
NUOVA OFFERTA FASTWEB: MEGABANDA DA 100 MEGA
è megabanda da 100 mega - nuova offerta fastweb in sette città
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Venerdì 03 settembre 2010
ESTENSIONE DEI CONTRATTI DI SOLIDARIETA’, MOBILITA’ E TANTE PROMESSE….
Si taglia il reddito a migliaia di lavoratori concedendo Contratti di solidarietà/Mobilità in un’azienda che fa 1.211 milioni di utili in 6 mesi: questo è lo scandalo !
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Giovedì 02 settembre 2010
LA RELIGIONE TI PROMUOVE
... i nostri studenti fanno meno Italiano ma più Religione! Il paradosso è che negli anni del più grande licenziamento di massa della storia della scuola italiana, gli insegnanti di Rc sono addirittura aumentati
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Giovedì 02 settembre 2010
LA LETTERA DEL FIGLIO DI UN OPERAIO
i “diritti dei lavoratori” diventano “componenti non monetarie della retribuzione”
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Mercoledì 01 settembre 2010
LUCI ED OMBRE SULL’ACCORDO DEL 4 AGOSTO 2010

COMUNICATO SNATER NAZIONALE
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Mercoledì 01 settembre 2010
L'AFFARE BOFFO. UN ANNO DOPO
Boffo non ha mai chiarito pubblicamente perché il Tribunale di Terni lo abbia condannato nel 2004 a una ammenda penale di 516 euro per “molestie” partite da un suo cellulare.